RIVAROLO CANAVESE - Eccezionale Martina Cavallo: seconda assoluta nella leggendaria Maratona dles Dolomites - FOTO

RIVAROLO CANAVESE - Quasi 8mila partecipanti, dei quali 7081 uomini e 883 donne. Ben 91 le nazionalità rappresentate. Poi ci sono, soprattutto, quei 138 chilometri di percorso, caratterizzati da 4250 metri di dislivello e passaggi iconici come il Sella Ronda, il Pordoi e il temibile Passo Giau. Sono i numeri della 38esima edizione della Maratona dles Dolomites. La granfondo più amata e leggendaria del mondo del ciclismo si è svolta domenica 6 luglio e ha avuto una grandissima protagonista canavesana: la talentuosa Martina Cavallo.

La portacolori delle Officine Mattio Cycling Team è stata autrice di una prova formidabile. La rivarolese ha gareggiato con il pettorale 531 e ha regalato emozioni da brividi, superando con la tempra della campionessa vera un momento difficile sul Giau (che è la salita più dura della gara, quasi 10 chilometri al 10% medi di pendenza con arrivo in quota) e concludendo la Maratona al secondo posto assoluto tra le donne, preceduta solo da Roberta Bussone. Un argento che vale oro, dato che Martina è arrivata prima nella sua categoria.

Tra l’altro si tratta di un pazzesco tris di risultati da standing ovation per l'atleta rivarolese, che a giugno ha vinto la granfondo Bra Bra Fenix 2025 - Reverse Edition e la mediofondo alla «Fausto Coppi» 2025. «Sono partita forte, a tutto gas. Il ritmo è stato altissimo fin da subito. Ho chiuso il giro del Sella Ronda con un buon margine sulle inseguitrici, ma sapevo che il “bello” e il difficile doveva ancora venire – racconta Martina Cavallo, che rivolge un grazie speciale al suo team Officine Mattio Cycling - Sul Giau le gambe hanno iniziato a fare male e ho iniziato un po’ a patire e a perdere terreno. Ogni metro mi sembrava il doppio. Ho stretto i denti e ho chiuso la gara solo con la forza della testa. Ho pensato a chi ha creduto in me, a questo mio sogno e ho continuato a spingere sui pedali. Ho difeso il secondo posto con tutta me stessa, fino all’ultima salita, fino all’ultima pedalata. Perché a volte serve anche il coraggio di rischiare, di crederci fino in fondo. Orgogliosa, felice e grata».