
RIVAROLO CANAVESE - Seguendo le orme del «cannibale» Tadej Pogacar. Sugli stessi sterrati, percorsi con successo dal grande campione sloveno, la talentuosa Martina Cavallo è salita, domenica 8 marzo 2026, sul gradino più alto del podio della Gran Fondo Strade Bianche. In quella che è considerata la Classica del nord più a sud d’Europa, l'atleta rivarolese si è imposta in una gara resa epica dall’alternanza di tratti asfaltati e non, in un territorio unico come quello delle Crete Senesi.
Pedalata dopo pedalata la canavesana ha raccontato ancora una volta una storia di coraggio e determinazione, di voglia non fermarsi, di andare avanti, di affrontare i momenti di difficoltà, superando i propri limiti fino ad esplodere in un sorriso ristoratore e solare sotto il traguardo tagliato davanti a tutti. Ci sono i numeri: 137.7 chilometri di percorso, 42.6 chilometri di sterrato, 2000 metri di dislivello, di cui più di 1000 su sterrato, passando l'iconico colle Pinzuto e le Tolfe. C'è la magia dell'arrivo in piazza del Campo a Siena con il muro di Santa Caterina. E poi ci sono le parole di Martina, al termine della corsa: «È la mia seconda partecipazione a questa competizione. Eravamo più di 6.500 iscritti nel percorso lungo e più di 200 donne da tutto il mondo essendo una gara internazionale. A rendere la corsa ancora più dura, di quello che già è, ci ha pensato la pioggia (tutta la notte fino alle 7 del mattino). Così gli sterrati erano in condizioni pietose e ci siamo ritrovati a fare una gara di ciclocross».
Dopo 60 chilometri lungo una salita sterrata, mentre Martina Cavallo era in testa alla corsa con circa un minuto di vantaggio sulla seconda in classifica, ci si è messa la «stupida sfortuna» citando la canzone di Fulminacci: un problema con il cambio, a causa del troppo fango, ha zavorrato e fatto perdere tempo prezioso all'atleta canavesana, che è stata ripresa e superata dalla prima inseguitrice. E' stato l'inizio della rimonta vincente della rivarolese: «Da lì è stata una gara all'inseguimento e a non mollare - commenta Martina - Arrivare in centro a Siena, con un tifo pazzesco lungo la via, è stata un’emozione indescrivibile. Devo ringraziare tutto il mio team che mi ha supportato lungo il percorso e i miei compagni che mi aspettavano fiduciosi sul traguardo. Chiaramente un grazie enorme va a chi mi è vicino tutti i giorni e condivide gioie, momenti duri e momenti di sconforto».












