
NOLE - Il 12 ottobre a Trento, alla vigilia della presentazione del Giro d'Italia 2024 che scatterà dalla Reggia di Venaria e in occasione del festival dello sport organizzato dalla Gazzetta, verrà finalmente colmata una grossa lacuna del mondo del ciclismo. Dopo Merckx, Gimondi, Roche, Moser, Baldini, Hinault, Indurain, Adorni e Motta, faranno finalmente il loro meritato ingresso nella Hall of Fame due grandi vincitori del Giro d'Italia, ai quali verrà assegnato il Trofeo Senza Fine: Beppe Saronni, che vinse la corsa rosa nel 1979 e nel 1983, e Franco Balmamion, che si impose nelle edizioni del 1962 e 1963.
Nato a Nole, in Canavese, l’11 gennaio 1940, proprio Balmamion detiene tre primati legati alla leggendaria corsa a tappe italiana: è il più anziano vincitore vivente della corsa rosa; è l'ultimo corridore piemontese ad aver vinto il Giro ed è anche l'ultimo ciclista italiano capace di vincere due Giri d'Italia consecutivi. Prima di lui, in anni lontani, vi erano riusciti Galetti, Brunero, Binda, Bartali, Valetti e Coppi. Dopo di lui più nessun azzurro.
L’endorsement e l’input al prestigioso riconoscimento è arrivato dal giornalista della Stampa Franco Bocca, che durante il 30 anniversario dell’associazione «L nost pais» a Nole, dove si trovava anche Balmamion, gli chiese quando l’organizzazione del Giro d’Italia avrebbe riconosciuto il merito delle sue vittorie inserendolo nella lista dei campioni della corsa rosa. Detto, fatto. Ora il nome di Balmamion comparirà nell’illustre Hall of fame del Giro. Un onore speciale per il Canavese e il ciriacese, che vedranno sul Trofeo Senza Fine scritto il nome di ben tre concittadini: Giovanni Brunero, Giuseppe Enrici e Franco Balmamion.








