
D'accordo. Non siamo tra i favoriti. Però il mondiale è sempre il mondiale. E nemmeno nel 2006 eravamo teste di serie (meno ancora nell'82). Mai disperare insomma. L'Italia è sempre l'Italia. Tempo di grande calcio. Maracanà, Brasile, il sud America. Culla di un calcio eternamente vincente. E se anche quest'anno la battaglia finale dovesse parlare argentino o brasiliano, tango o samba, resterebbe comunque il «gioco più dello del mondo».
Opinioni a parte. Riprende la grande macchina del calcio internazionale. Quello della Fifa. Quello che conta. Con le sue amare contraddizioni e lo sfarzo che ben poco si addice a un paese in perenne difficoltà (anche se in ripresa) come il Brasile. Lo spettacolo è sul rettangolo di gioco, ovvio, ma non si può immaginare il mondo-calcio senza il business, senza i miliardi e i milioni (a seconda della valuta) che ne muovono costantemente i fili. Si fa un po' fatica a parlare di calcio di fronte a quello che succede a poca distanza dagli stadi. Senza ipocrisia, però. Il mondo del dio pallone non si fermerà di fronte a nessuna protesta di piazza. Anche dovesse scapparci il morto (sempre che non sia già successo). Triste verità.
A migliaia di chilometri di distanza ci siamo noi. Che possiamo permetterci di parlare e sparlare del mondiale. Dell'Italia, del Brasile, dell'Argentina, della Francia e di tutti gli altri. In senso critico e ironico. A suon di curiosità, aneddoti, amarcord, immagini e commenti delle partite. Questo sarà il mondiale di QC. Aperto, come sempre, alle segnalazioni dei lettori. Alle vostre immagini, alle vostre idee. Il campionato del mondo di calcio in versione social. Dal Canavese, ovvio, dove l'eco delle imprese sportive arriverà come in qualunque altro angolo del globo.
Fino al 13 luglio ne vedremo delle belle!
Qui il calendario con tutte le partite della prima fase








