
Primi quattro ottavi di finale. Alla fine, nessuna sorpresa. Passano Brasile, Colombia, Costa Rica e Olanda (in rigoroso ordine alfabetico). Ecco come sono andati primi quattro match a eliminazione diretta.
BRASILE-CILE 4-3 (dcr) – I verdeoro confermano le loro limitate capacità mentali. Avrebbero (tecnicamente parlando) una squadra in grado di polverizzare un po’ tutti ma corrono poco e soffrono di amnesie assurde, come quella che ha regalato il pareggio al Cile, fino a quel momento evanescente e destinato al ruolo di vittima sacrificale. Nel crescendo rossiniano degli ospiti, arriva al 120esimo anche l’occasione che avrebbe potuto cambiare il mondiale. Purtroppo la bordata di Pinilla sbatte contro la traversa (che sta vibrando ancora adesso) e consegna ai quarti il «culo del Brasile», quasi degno del culo di Sacchi. Anche senza brillare la nazionale di casa prosegue il suo cammino. E tanto di cappello a San Giulio Cesar… Voto 5 ai padroni di casa (+2 per il culo). Voto 6.5 al Cile che però esce anzitempo dal mondiale.
COLOMBIA-URUGUAY 2-0 – L’ottavo dal pronostico scontato non ha lasciato spazio a sorprese. I caffeteros mantengono le promesse e schiantano i biancocelesti “vendicando” l’eliminazione dell’Italia. A occhio e croce la nazionale di Prandelli avrebbe fatto un’altra pessima figura. Quasi meglio uscire subito. Senza vampiri in campo, la formazione di Tabarez si è confermata in tutta la sua pochezza. Solo l’Italia poteva resuscitare una squadra interamente dipendente da Cavani (che non si è visto per tutto il mondiale). Di gran lunga meglio (e non è una sorpresa) la Colombia che, a conti fatti, può permettersi di sognare lo sgambetto ai padroni di casa. Voto 7.5 alla Colombia. Voto 5 all’Uruguay. Lo aveva preso anche contro l’Italia… ma gli era bastato per mandarci a casa.
OLANDA-MESSICO 2-1 – Ci sono voluti 94 minuti, all’Olanda, per avere ragione di un ottimo Messico, per quasi 70 padrone del campo. Fosse finita 1-1 (con verdetto rimandato ai supplementari) i centramericani non avrebbero rubato nulla. L’Olanda è come sempre una bella incompiuta. Gioca a sprazzi e si affida all’estro dell’unico giocatore in grado di fare la differenza: Robben. Ed è lui che confeziona tutte le occasioni migliori dei tulipani, fino a procurarsi il rigore che, a tempo scaduto, vale la qualificazione ai quarti. Voto 6 meno per gli orange ai quali va giusto bene che l’accoppiamento nei quarti di finale è quello più semplice del tabellone. Voto 6 al Messico: dopo aver quasi dominato per oltre un’ora è da polli prendere due gol in otto minuti, il secondo, per giunta, per un sacrosanto calcio di rigore. Olanda e Messico sono comunque nella storia del calcio: nel corso del match si sono disputati i primi time-out autorizzati.
COSTA RICA-GRECIA 6-4 (dcr) – Il Costa Rica, a tutti gli effetti, si candida al ruolo di rivelazione di questo campionato mondiale. E’ una favola che continua anche se la formazione rossoblù ha dovuto sudare oltremodo per mandare a casa un’altra formazione quasi imbarazzante: la Grecia. Partita a tratti inguardabile. Al Costa Rica solo il gran merito di averla portata a casa in dieci nonostante il gol dei biancoblù sia arrivato allo scadere dei tempi regolamentari. Due squadre per certi versi imbarazzanti che, per caso, si sono trovate agli ottavi. Ha vinto (forse) quella più simpatica. Tutto qui. Voto 6 al Costa Rica per la costanza e la freddezza dagli undici metri. Voto 6 anche alla Grecia: di più non potevano davvero fare.








