
Il travolgente battesimo mondiale della Germania è una pratica da studiare con attenzione. La rumba teutonica ha lasciato il segno. La forza armata di terra guidata da Joachim Low non è venuta in Brasile a pettinare le bambole e nemmeno il bambolotto d’oro CR7, annichilito da una pesantissima quaterna. In realtà, era già tutto scritto nelle stelle o negli almanacchi.
La centesima gara nella Coppa del Mondo, nessuno come loro, non poteva non essere una passeggiata di salute. Aggiungiamoci che i tedeschi hanno perso soltanto una volta nei 17 precedenti esordi in questa manifestazione ed è lapalissiano che al Fonte Nova di Salvador de Bahia l’unica vera sorpresa degna di nota è stata l’esultanza smodata del loro cancelliere Angela Merkel, schierata in tribuna con uno spezzato “panna e fragola” da pelle d’oca.
Non si tratta di trascurare i meriti di Neuer e compagni. Habemus favorita numero uno, ma rammentiamo anche il celebre detto trapattoniano “non dire gatto, se non ce l’hai nel sacco”. I primi minuti della partita sono stati sotto sequestro del Portogallo, che con i guizzi di Cristiano Ronaldo e Nani sembrava in grado di poter far breccia nella Wehrmacht avversaria. Il sacrosanto rigore trasformato da Thomas Muller e lo sciagurato rosso guadagnato da Pepe hanno sparigliato le carte in tavola. Dei crucchi piace, soprattutto, la spropositata percentuale di talento messa in campo dalla tre quarti in su e la capacità di trarre forza dai punti deboli.
L’allenatore Low ha fatto i compiti e, rimasto senza un centravanti di ruolo puro e con Miro Klose in ritardo di condizione, ha preso il meglio del “barcelonismo” by Pep Guardiola, avanzando il 9 e mezzo Muller (tripletta mai vista né sentita) nel ruolo di franco tiratore al fianco dei tarantolati Ozil e Gotze. Con capitan Lahm re-inventato (occasionalmente?) nel ruolo di signore dell’anello del centrocampo, ne è nata una corazzata non verticale come l’Olanda, ma egualmente mortifera palla a terra, sicuramente più quadrata e capace di sottrarre spazio agli avversari. Sulla carta, basta e avanza per arrivare in fondo, dopo due ko in semifinale con Italia (2006) e Spagna (2010).
TABELLINO E PAGELLE
GERMANIA (4-3-3): Neuer 6; Boateng 6,5, Hummels 7 (72' Mustafi 6), Mertesacker 6,5, Howedes 6; Lahm 7, Khedira 6, Kroos 7; Ozil 6.5 (61' Schurrle 6), Muller 8 (82' Podolski sv), Gotze 6.5. Allenatore: Low 7.
PORTOGALLO (4-3-3): Rui Patricio 5; Joao Pereira 5, Pepe 4.5, Bruno Alves 5,5, Coentrao 5 (64' Andre Almeida 6); Raul Meireles 6, Veloso 6 (46' Ricardo Costa 5.5), Moutinho 5,5; Nani 5, Hugo Almeida 5 (27' Eder 5.5), Ronaldo 5,5. Allenatore: Bento 5.
MARCATORI: 11' Muller, 32' Hummels, 45' Muller, 78' Muller
Arbitro: Mazic (Serbia) 6.5.








