CUORGNE' - Petanque, Mariangela Arcesto con l'Italia ai mondiali di Bangkok - FOTO

CUORGNE’ - Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso. Non si può non citare la celebre frase di Nelson Mandela per raccontare la bella avventura sportiva della cuorgnatese, Mariangela Arcesto. Con talento, impegno, determinazione e carattere, la canavesana vestirà i colori azzurri della Nazionale ai prossimi campionati del mondo di petanque femminili senior e junior maschili iin programma a Bangkok, in Thailandia, dal 21 al 26 novembre prossimi. Con la cuorgnatese ci saranno il capodelegazione Moreno Rosati, i ct Riccardo Capaccioni (senior) e Mosè Nassa (Junior), e gli atleti Alessia Bottero, Sara De Dominici, Valentina Petulicchio, Davide Barbero, Dylan Donati, Michele Ferrero e Fabio Musso.

Si tratta di un traguardo importante. L’ultima tappa di un percorso ricco di soddisfazioni per la brava 54enne giocatrice: «Mi è sempre piaciuto giocare a bocce, anche se rispetto alla tradizionale specialità “a volo” preferivo quella “libera” che praticavo in estate durante le feste e qualche volta d’inverno a Pont Canavese – racconta Mariangela Arcesto – Alla petanque mi sono avvicinata nel 2018 con il mio compagno Marco, quando a Cuorgnè in via Braggio ha riaperto il bocciodromo sotto la gestione di Max Francioli. Questo tipo di gioco mi è piaciuto subito. Consiste nell’ “accostare” il più vicino possibile le bocce al pallino, o nel “bocciare” quelle avversarie o il pallino. A differenza delle altre specialità, il giocatore di petanque gioca con i piedi fermi posizionati in un cerchio di diametro tra i 35 e 50 centimetri, e il pallino deve essere lanciato ad una distanza compresa tra i 6 e i 10 metri. Le bocce metalliche sono più piccole per dimensioni e peso e si gareggia su qualsiasi tipo di campo, anche in strada». Precisione, capacità di adattarsi alla superficie, sensibilità nel tocco: ecco alcune delle qualità principali necessarie per emergere. «Io sono una puntatrice – spiega Mariangela, che ha fatto il suo esordio nelle competizioni nella Canavese Petanque – Ci vuole grande precisione nel tiro. Purtroppo, la petanque è poco conosciuta in provincia di Torino e in Canavese. Dopo la chiusura del bocciodromo ho viaggiato, sportivamente parlando, parecchio. Ho giocato a Trofarello, Boves e ora in Liguria, dove è molto praticata».

La svolta arriva con Giovanni Saccu con cui Mariangela Arcesto si mette in luce, iniziando a collezionare successi e vittorie prestigiose. «Nel 2021 nelle fila dell’ABG di Genova ho vinto il campionato italiano a squadre - aggiunge la giocatrice cuorgnatese – E’ stata una grande soddisfazione, la mia più grande vittoria. Mi ha permesso di essere notata dal mister della Nazionale Riccardo Capaccioni. Nel 2022 è, infatti, arrivata la chiamata in azzurro, insieme ad altre 8 ragazze e ragazzi, per uno stage. Non ci potevo credere. Ero felicissima, ho fatto i salti di gioia a lavoro quando me l’hanno comunicato via telefono. Le mie compagne di squadra in Nazionale sono più giovani e sono cresciute in questo mondo. Io ho iniziato relativamente tardi. Non me l’aspettavo. Lo stage era già un traguardo enorme, che mi rendeva fiera. Invece, a maggio del 2022 sono stata convocata con l’Italia per un challenge internazionale a Nizza. Ho giocato come puntatrice e la nostra “terna” si è aggiudicata la manifestazione».

Da quel primo posto, Mariangela Arcesto non si è più fermata: «In Spagna, a Torrelavega, siamo arrivate ad un passo dalla medaglia d’oro agli Europei. Abbiamo ceduto solamente alla fortissima Francia. Quell’argento mi ha riempita di orgoglio. E’ stata una bellissima esperienza, entusiasmante. Conserverò quel ricordo per sempre, anche se un briciolo di amarezza per aver sfiorato il gradino più alto del podio c’è. Ora, siamo pronte per i Mondiali. Non sarà facile. Ci sono formazioni molto quotate. In alcuni Paesi la petanque è quasi sport nazionale. Per me sarà incredibile esserci. Un grazie lo rivolgo alla mia famiglia, per la pazienza infinita e il supporto che mi dà sempre, alle mie colleghe di lavoro, che mi sostituiscono al sabato quando devo assentarmi per qualche gara, e a chi ha creduto in me e mi ha sostenuta fin dall’inizio come il mister Capaccioni. Sono contenta di aver ripagato con i risultati la sua fiducia. Il segreto è davvero crederci sempre e non smettere di inseguire il proprio sogno».