CUCEGLIO - E' padel-mania: la canavesana Noemi Biason in campo con Gemma Triay, numero uno al mondo - FOTO

di Edoardo Abrate

CUCEGLIO - C’erano una volta calcetto e beach volley. Ora, è padel-mania. Non c’è dubbio che si tratti del nuovo sport di tendenza. Termini come «bandeja», «vibora», «uscita da parete» cominciano ad essere familiari agli sportivi, tanto quanto «dribbling», «cross» e «offside». D’altronde basta dare un’occhiata anche alle nostre latitudini canavesane per notare come negli ultimi anni i campi da padel siano aumentati di numero in modo significativo. Prenotare l’ora migliore per giocare nel week-end sta diventando un’impresa da cintura nera di app. Il padel, infatti, piace ai vip, da Francesco Totti a Fiorello, ma oltre a dilagare a livello amatoriale ha cifre da urlo anche a livello agonistico: Federtennis è passata in due anni da 7 mila a 60 mila tesserati.

Tra i «pionieri» di questo sport in Canavese c’è la giovane e talentuosa, Noemi Biason. La 28enne di Cuceglio difende i colori della Gonetta Go di San Carlo Canavese, che disputa il campionato nazionale di serie D: «Ho iniziato con il padel nel 2019 e dopo un anno ho cominciato a praticarlo a livello agonistico. Mi sono avvicinata a questo sport un po’ per caso. Volevo provare a giocare a tennis, ma un mio amico mi ha consigliato il padel. Mi sono appassionata subito. Giocavo una volta a settimana inizialmente. Era il periodo in cui aprivano i primi campi in alto Canavese. Non erano ancora così tante le donne a giocare da noi e allora mi sono “trasferita” al circolo Gonetta di San Carlo, dove ho trovato un bel team affiatato e sono entrata nella loro squadra che milita in serie D».

Con la «pala» Noemi Biason si è già tolta diverse soddisfazioni, viaggiando anche molto: dal Canavese alla Valle d’Aosta, dalla Liguria a Roma… fino a scendere in campo, a Borgaro in un evento ad inizio settembre, al fianco a Gemma Triay, la numero uno del mondo (insieme alla sua compagna di doppio Alejandra Salazar). «E’ stato Massimo Canavera, mio maestro e maestro nazionale, a dirmi che c’era questa opportunità di giocare con Gemma Triay – spiega Noemi Biason – E’ la numero uno mondiale ed è da sempre la mia giocatrice preferita. E’ stato emozionante essere in campo al suo fianco. Mi tremava la racchetta. Però è stata una soddisfazione enorme ricevere i suoi complimenti per come ho giocato a fine partita».

«Il padel è uno sport adatto a tutti – aggiunge Noemi, che lavora in un centro fisioterapico a Ivrea e gioca a padel, nei periodi pre-torneo, tre volte a settimana, compreso l’allenamento – E’ divertente, crea socialità e convivialità nel dopo match. Stanno nascendo tanti nuovi campi e circoli. Mi fa piacere, ma è anche importante che tutte le strutture mantengano una dimensione sportiva e organizzativa di buon livello. Magari con dei maestri che possano seguire gli allievi e chi vuole avvicinarsi a questo sport. Il mio grazie va proprio al mio coach, Massimo Canavera, che mi stimola sempre a migliorare e mi ha insegnato le dinamiche del padel da zero. All’inizio pensavo che non aver mai giocato a tennis mi svantaggiasse, invece non è stato così. Il padel è immediato ed è unico nel suo genere». (In foto Noemi Biason in campo e a rete con Gemma Triay, con la squadra di serie D di Gonetta Go e con il team nelle finali a squadre femminile Tpra a Roma)