
Calcio e lotta alla mafia: binomio possibile. Domenica 22 a Mappano si chiude il torneo giovanile dedicato alla memoria di Peppino Impastato. Giornalista, attivista politico e scrittore, la cui figura è legata alle denunce contro il potere della mafia. Denunce che, il 9 maggio del 1978, gli costarono la vita.
Sei anni fa, quando la Mappanese (la storica società di calcio della frazione) decise di promuovere questo memorial per la prima volta, gli echi della mafia, nel territorio della provincia di Torino, erano davvero lontani. Nessuno poteva immaginare che di lì a poco, una vasta inchiesta della procura di Torino, guidata da Giancarlo Caselli, avrebbe scoperchiato un pentolone criminale dai contorni a dir poco drammatici e per nulla relegati (come spesso si dice) al solo meridione d’Italia.
Ci avevano visto lungo alla Mappanese, società sempre in salute che va avanti per la propria strada da ormai 50 anni (nonostante gli inutili avvoltoi che la vorrebbero in chiusura da una vita). Se è vero che le infiltrazioni mafiose non hanno preferenza geografica, tanti tasselli di un unico grande impegno aiutano la legalità a vincere. Ovunque. Grazie al lavoro delle forze dell’ordine, di magistrati coraggiosi e d’istituzioni che sentono il dovere di dire “no” alle mafie. Ma anche con il volontariato di associazioni come “Libera” di don Ciotti e l’impegno di amministratori pubblici che, come accade a Mappano, hanno deciso di promuovere tante iniziative per la legalità. Ecco, il torneo dedicato a Peppino Impastato, rientra proprio in questo mosaico di valori.
Domenica 22 le finali. Sul campo di via Galvani a Mappano una giornata intera dedicata ai bambini. Sinonimo di calcio pulito e legalità. Nel nome di Peppino Impastato.








