
CANAVESE - Lutto alla vigilia del campionato di calcio di serie A. Il mondo del calcio professionistico e anche quello canavesano piangono l’ex portiere di Verona e Napoli, Claudio Garella, che viveva a San Mauro, è scomparso all’età di 67 anni. Debuttò in serie A nel 1972-1973 con la maglia del Torino, in una partita contro il Lanerossi Vicenza. A quell’esordio tra i big seguirono due stagioni con il Casale in serie D e serie C con addirittura un gol all'attivo segnato su rigore.
Dopo un anno al Novara fu tesserato dalla Lazio. Quindi Sampdoria in serie B, dove difese i pali della porta blucerchiata per tre stagioni prima di passare al Verona allenato da Osvaldo Bagnoli. Da titolare con gli scaligeri partecipò alla storica conquista dello scudetto nella stagione 1984-1985. Nell'estate del 1985 il trasferimento al Napoli di Diego Armando Maradona. Con i partenopei Garella concesse il bis e conquistò un leggendario scudetto e la Coppa Italia 1986-87. Prima di appendere i guantoni al chiodo indosso anche le casacche di Udinese e Avellino.
Da allenatore ha guidato l'U.S.D. Barracuda, squadra torinese di prima categoria e nel 2012-2013 la squadra giovanile juniores del Cit Turin. È stato direttore sportivo del Pecetto Torinese, militante in Promozione, mentre da noi in molti lo ricorderanno dirigente e osservatore dell'FC Canavese, quando i rossoblù, che giocavano allo stadio Cerutti di San Giusto, erano in serie D.
Garella era famoso per il suo stile poco ortodosso nelle parate. Una volta Giovanni Agnelli disse: «Garella è il più forte portiere del mondo. Senza mani, però». Ai tempi del Verona scudettato si guadagnò grazie ai suoi super interventi salva partita il soprannome di Garellik. Un vero e proprio idolo per gli appassionati del calcio italiano, tanto che la Panini lo ricorda con la sua figurina listata a lutto. Claudio Garella lascia la moglie Laura e le figlie Claudia e Chantal.












