
BAIRO - Bello, inclusivo e affascinante da giocare: il padel conquista tutti, anche il grande campione e vincitore della Coppa Davis 1976, Adriano Panatta, che ha sentenziato: «E’ uno sport vero, il purismo del tennis spesso diventa spocchia». In Canavese, in particolare, tra bandeja spettacolari e volèe imprendibili, stanno strappando applausi e meritati successi le talentuose ragazze della squadra «Amor Bairo».
Il team è grande protagonista alla nuova Frozen Winter Cup, competizione amatoriale a squadre organizzata da FIT TPRA, che ricalca una kermesse di enorme successo come la Coppa Italia. La capitana, Rachele Miandro, e le compagne di squadra Carlotta Lago, Valentina Bona, Noemi Biason, Cristina Bronzini, Anna Ferrando Battista, Eleonora Fassio, Veronica Fiore e Giada Roberta Fausone stanno dando spettacolo e guidano imbattute il proprio girone, che comprende le formazioni degli altri circoli della provincia e della vicina Valle d’Aosta.
«Per ciascuna sfida contro un altro team scendono in campo quattro giocatrici. Le due coppie devono necessariamente essere differenti. Gli incontri si giocano al meglio dei 3 set. I primi 2 set ai 6 games e l’eventuale terzo set è un tie-break ai 10 punti - spiega Rachele Miandro, ex pallavolista che arriva dal cross-fit e si è avvicinata al padel durante il lockdown - E’ possibile quindi chiudere una sfida in pareggio con un match vinto a testa, ogni game quindi ha un peso fondamentale per la classifica. Le prime due classificate di ogni girone accederanno al cosiddetto “percorso Oro”, che servirà a eleggere i campioni regionali della categoria “Expert Level”, che andrà ad accogliere tutte le squadra più competitive. Tutte le squadre che invece chiuderanno oltre il secondo posto accederanno invece al “percorso Argento”, che permetterà loro di giocarsi il titolo “Entry Level”, insieme a formazioni di livello analogo. A questo punto l’obiettivo è diventare le campionesse regionali e poi, chissà...».
«Un ringraziamento doveroso va a tutte le ragazze della mia super squadra – conclude la capitana dell’Amor Bairo – e a Claudio Bruni, in particolare, che ci supporta (e sopporta) sempre disponibile ad aiutarci con campi, grip e divise».












