LEINI - Il Comune vieta la vendita di animali vivi nei mercati

LEINI - Il Consiglio comunale di Leinì ha approvato il nuovo regolamento per il benessere animale, introducendo, su richiesta della coalizione «Non in vendita / Not For Sale», il divieto di vendita e detenzione di animali vivi nei mercati settimanali. Il regolamento sul benessere animale del Comune stabilisce un quadro per la tutela e il benessere degli animali, riconoscendo i proprietari come responsabili diretti della cura fisica ed etologica degli stessi, vietando il maltrattamento, l’abbandono e qualsiasi pratica che possa causare sofferenza. Disciplina aspetti fondamentali quali la detenzione responsabile, il commercio e la vendita di animali vivi nei mercati, le condizioni di vita, il trasporto e l’utilizzo degli animali negli spettacoli. Promuove inoltre l’educazione civica, la collaborazione con enti veterinari e associazioni, e prevede sanzioni economiche in caso di violazioni, con l’obiettivo di garantire una convivenza rispettosa tra persone e animali a livello comunale.

Il regolamento è stato approvato all’unanimità, a seguito di due emendamenti. In particolare, all’articolo 1 è stata precisata la definizione di animale da compagnia, specificando che l’elenco (cani, gatti, uccelli o animali acquatici) ha carattere esemplificativo e non esaustivo. All’articolo 4 è stata invece introdotta un’ulteriore esclusione, includendo tra le attività non soggette al regolamento anche eventi e manifestazioni patrocinati dall’ente comunale, purché svolti nel pieno rispetto della normativa sul benessere animale, segnando un passo significativo nella tutela degli animali a livello locale.

La coalizione «Non in vendita», composta dalle associazioni Animal, Animal Law Italia, insieme alla Rete dei Santuari e al collettivo Zoout, nasce con l’obiettivo di contrastare l’acquisto impulsivo di animali e promuovere il divieto di vendita di animali vivi nei mercati settimanali. «Anche se sempre meno diffusa, la presenza di animali vivi nei mercati continua a essere praticata in alcuni comuni, causando gravi sofferenze agli animali, costretti a vivere in condizioni di stress e privazione, e rappresentando al tempo stesso un rischio per la salute pubblica e per l’ambiente».

«Nonostante la Legge Regionale 19/2004 del Piemonte sulla tutela e il benessere degli animali riconosca agli animali il diritto a vivere in condizioni compatibili con le loro caratteristiche biologiche ed etologiche, la realtà dei mercati settimanali mostra una situazione in evidente contraddizione. Gli animali venduti nei mercati sono infatti spesso costretti a gabbie sovraffollate, esposti a rumori, manipolazioni continue e condizioni ambientali inadatte, in palese contrasto con i principi di rispetto, cura e prevenzione dello stress sanciti dallo stesso regolamento».

Leinì si unisce agli oltre 20 comuni italiani che hanno già vietato la vendita di animali vivi nei mercati settimanali, tra cui città come Milano, Roma, Monza, La Spezia, Bari e Lecce. «Queste decisioni dimostrano una crescente sensibilità a livello nazionale e rappresentano un modello virtuoso da seguire anche per altre realtà locali. Per questo motivo, la coalizione invita ora il Comune di Torino a seguire l’esempio di Leinì e ad adottare misure concrete a tutela degli animali, della salute pubblica e della sicurezza alimentare, introducendo il divieto di vendita di animali vivi nei mercati settimanali».