
Si svolgerà sabato 15 marzo, alle ore 11, nel salone pluriuso del Comune di Vidracco, l'inaugurazione della nuova sede operativa e centro didattico ambientale della Riserva Naturale dei Monti Pelati. Si tratta del punto di arrivo di un percorso iniziato il 1 gennaio 2012, quando la Riserva dei Monti Pelati, fino a quel momento facente parte dei Parchi del Canavese e come tale di competenza dalla Regione Piemonte, è passata sotto la gestione della Provincia di Torino.
Allora il Comune di Vidracco si rese disponibile ad ospitarne gratuitamente la sede, con l'obiettivo di avere uno spazio da adibire all'accoglienza dei visitatori, anche per la promozione di attività di educazione ambientale rivolte alle scuole. «Da tempo il comune di Vidracco coltiva la sua vocazione ecologista - conferma il sindaco Antonio Bernini - anche ritenendo che il pubblico di naturalisti ed appassionati possa diventare una risorsa turistica per il territorio. I Monti Pelati sono infatti un luogo letteralmente unico, una sorta di "isola nella terra ferma", che dispone di un proprio ecosistema, differente dall'ambiente circostante. Per questo si tratta di un territorio riconosciuto come patrimonio naturalistico ed ambientale tra i più importanti d'Europa. Unico, ma fino ad oggi non valorizzato a sufficienza».
A gestire il nuovo Centro di Documentazione sarà l'associazione "Vivere i Parchi", a cui la Provincia di Torino già si è affidata per le attività svolte nel Parco Naturale del Lago di Candia. Molte le possibili collaborazioni tra i due parchi, anche considerata la vicinanza tra Candia e Vidracco. Dal sabato prenderanno avvio i programmi didattici, che prevedono anche l’utilizzo del mulino-ecomuseo, con annesso percorso naturalistico, realizzato dal Comune di Vidracco. Ad inaugurare il centro interverrà l'Assessore provinciale Marco Balagna.
La Riserva Naturale dei Monti Pelati è una ristretta fascia di circa 3 chilometri quadrati situata nei Comuni di Baldissero, Vidracco e Castellamonte. I Monti Pelati si notano da lontano, in quanto modesti rilievi insolitamente brulli e quasi spogli di vegetazione, incastonati all'estremità occidentale delle verdi colline dell'anfiteatro morenico di Ivrea. La loro particolarità principale, da cui discendono in gran parte le altre, è la natura del sottosuolo.








