A Campiglia Soana ne hanno fatto una questione di principio: «La tomba di don Giacomo Balagna non si tocca». E’ partita anche una raccolta firme per bloccare il progetto del Comune di Valprato, intenzionato a realizzare nuovi loculi nel cimitero della frazione. «La posizione centrale della tomba di don Balagna fu scelta dagli anziani del paese per esprimere la più grande riconoscenza e per onorare la memoria del loro carissimo sacerdote – dicono residenti e villeggianti di Campiglia - Il cimitero del paese e la chiesa di Sant’Orso, costruita nell’anno 1000, sono i più antichi della valle Soana, e sono considerati un vero e proprio patrimonio storico».
Guai a chi li tocca. A nulla, fin qui, sono valse le rassicurazioni dell’amministrazione comunale che, in ogni caso, non ha intenzione di bloccare i lavori. «Le lapidi del muro di cinta, che verrà demolito per permettere la realizzazione del nuovo progetto, saranno salvaguardate e riposizionate in modo adeguato», assicura il sindaco Francesco Bozzato.
E sulle esumazioni, tenuto conto che la normativa vigente prevede l’intervento sulle salme a terra trascorsi dieci anni dalla sepoltura, il Comune ha avvisato preventivamente le famiglie, lasciando la possibilità ai parenti di concordare con palazzo civico il calendario dei lavori. «In vista del riordino del cimitero – ammette il sindaco – si rende necessaria anche l’esumazione di don Balagna che è sepolto a Campiglia da ben 75 anni». La sua memoria sarà comunque preservata: «Come già accaduto per don Vanner nel cimitero di Valprato è nostra intenzione donare un ossario nella nuova ala del camposanto in fase di realizzazione per onorare il ricordo di una persona tanto cara alla popolazione di Campiglia e della valle intera».








