VALPERGA - Tre consiglieri di minoranza disertano la seduta d'agosto

Consiglio comunale senza la minoranza, ieri sera, a Valperga. Giuliano Arimondo, Chiara Boggio e Davide Brunasso hanno disertato la seduta del parlamentino locale. La loro assenza è stata accompagnata da una comunicazione ufficiale riguardante alcuni punti all'ordine del giorno.

«I sottoscritti Consiglieri Giuliano Arimondo, Chiara Boggio e Davide Maria Brunasso Cassinino rendono noto che non parteciperanno alla seduta Consiliare graziosamente indetta dal Sig. Sindaco il 3.08.2018 per precedenti impegni già assunti. Ciò precisato, si rileva come suddetto Consiglio venga convocato in aperto contrasto con l’Art. 193 del TUEL che sancisce l’obbligo di convocazione dei Consigli comunali per l’approvazione di un'apposita deliberazione con la quale dare atto del permanere degli equilibri generali di bilancio entro il 31 luglio.

La vicenda dimostra l’assoluta incompetenza e impreparazione del Sindaco che sarà tenuto a risponderne al Prefetto insieme ai componenti dell’esecutivo che si prestano a dar seguito ai suoi pressapochismi. Oltre a ciò si sottolinea come gli scriventi non abbiano potuto ottenere dagli incaricati e/o responsabili preposti i dovuti ragguagli sulla Delibere in approvazione, in particolare sulla Delibera di Giunta n. 80/2018, provvedimento portato in ratifica dopo le osservazioni critiche svolte dagli scriventi stessi che hanno costretto l’esecutivo a prendere atto del marchiano errore commesso nella richiesta di contributo da formularsi alla Regione e, quindi, della propria incapacità ad iscrivere a bilancio importi corretti. È poi nostro dovere, vista l’entità degli importi da iscriversi a bilancio, ricordare a coloro che si apprestano a votare la ratifica della predetta Delibera di Giunta, che il bilancio non è un libro dei sogni e delle astratte aspettative ma è un documento “autorizzatorio” per cui gli importi in esso riportati devono avere la certezza giuridica della loro sussistenza sia in entrata che in uscita. E ciò non pare proprio valere per il caso di specie.

Si violano infatti, ancora una volta, precise disposizioni normative previste dal D. Lgs. 118/2011 e dal TUEL. Sempre con riferimento alla summenzionata delibera di ratifica vale la pena ricordare, infine, come essa comprenda anche un gravoso mutuo di 810.000 Euro con ammortamento trentennale. Assumere un simile impegno significherebbe esaurire o quanto meno penalizzare la capacità di indebitamento dell’Ente per le future generazioni. Un ennesimo artefizio contabile di finanza creativa per nascondere l’assoluta imperizia nel seguire l’iter corretto e per cui ci riserviamo di adire le autorità competenti a tutela degli equilibri finanziari e patrimoniali del Comune».