NUOVO OSPEDALE DEL CANAVESE - Parte da Valperga la «rivolta» contro l'ex Montefibre. Il sindaco: «Meglio vicino al casello autostradale»

VALPERGA - Ospedale nuovo di Ivrea e del Canavese, il sindaco di Valperga, Walter Sandretto, e la sua amministrazione prendono posizione in favore di una location vicina al casello autostradale piuttosto che nell'area ex Montefibre. E questo può aprire un fronte di scontro tra favorevoli e contrari alla location eporediese, considerata dai più quella maggiormente opportuna.

«Come sindaco e amministrazione di Valperga, desideriamo puntualizzare alcune osservazioni in merito a quanto letto sui media sull'incontro organizzato a Bollengo il 4 novembre scorso in difesa del posizionamento nell'area ex Montefibre di Ivrea per la costruzione del nuovo ospedale - spiega Sandretto - innanzitutto ​intendiamo osservare che questo nuovo ospedale, come già quello esistente, dovrà coprire con le proprie competenze specialistiche tutto il territorio dell'eporediese insieme ​anche a quello del Canavese Occidentale per un totale di circa 170.000 abitanti, questo al di là di come si vorrà intitolarlo. Inoltre potrà servire, grazie alla posizione baricentrica, anche le urgenze provenienti dalla bassa Valle d'Aosta, come talvolta già oggi avviene».
 
«Il nuovo ospedale infatti non è che un aspetto della nuova sanità territoriale che crediamo dovrà essere ridisegnata alla luce delle irrinunciabili funzioni da riassegnare agli ospedali zonali di Cuorgnè e Castellamonte, la cui integrazione ​pianificata con maggiori funzioni, da implementare per mezzo delle Case di Comunità già previste nei documenti ministeriali, permetterà al nuovo ospedale di svolgere​ compiti di assistenza sanitaria con complessità medio-alta - aggiunge il primo cittadino valperghese - per queste ragioni diventa pressoché irrilevante la raggiungibilità di un simile complesso ospedaliero tramite una passerella pedonale come quella che congiunge il centro di Ivrea con Montefibre attraversando la Dora Baltea. Sarà invece molto più importante considerarne la raggiungibilità con ambulanze veloci da tutto l'ampio territorio servito, soprattutto per soccorrere le gravi emergenze cardiovascolari di ictus e infarto o i gravi traumi da lavoro o stradali dove il principale alleato dei malati è il minor tempo di raggiungimento delle cure idonee».

«In particolare, il nostro assessore ai servizi sociali, Katia Perri, ha sottolineato che i ritardi di cura nelle urgenze cardiovascolari e neurologiche potrebbero precludere a guarigioni incomplete e quindi ad aggravio dei conseguenti carichi sui servizi socio-sanitari. Altro fondamentale aspetto da considerare è il fatto che la pandemia ora in atto ha completamente sovvertito la pianificazione architettonica e strutturale degli ospedali di vecchia concezione, preferendogli moderne soluzioni a sviluppo orizzontale per un massimo di 3 piani, espandibili e con percorsi diversificati sano-infetto, inseriti in aree facilmente raggiungibili, dotate di viabilità alternativa in caso di lavori​ pubblici, non soggette ad orari di traffico congestionato e con più di 1000 posti auto disponibili per personale e utenti».

«Oltre all'espandibilità e alla raggiungibilità stradale in emergenza o meno, si consideri l’arrivo degli elicotteri del 112. Il sorvolo di aree urbane densamente popolate crea inevitabilmente rischi e disagi agli abitanti residenti nelle fasi di atterraggio e decollo che si sommerebbero all’aumento esponenziale del traffico delle ambulanze, degli utenti e dei sanitari - conclude Sandretto - il territorio canavesano, di cui Valperga è uno dei molteplici costituenti attivi, è interessato a collaborare positivamente con la Regione Piemonte e l'Asl To4 per dare all’intero territorio un nuovo ospedale situato nei pressi del casello autostradale di Ivrea, luogo che presenta una serie di vantaggi incontestabili nei confronti di Montefibre».