
L'altra mattina è partita da Valperga, fronte opposizione, una lettera urgente al prefetto di Torino sulla mancata convocazione del consiglio comunale da parte dell'amministrazione. L'hanno scritta l'ex sindaco Davide Brunasso e il collega consigliere di «Primavera a Valperga» Chiara Boggio. Secondo l'ex primo cittadino l'amministrazione Francisca latita nella convocazione di un consiglio comunale nel corso del quale discutere una mozione che il gruppo ha presentato il 2 marzo (quasi tre mesi fa!) sull'ordinanza che ha istituito una serie di sensi unici nel centro del paese.
«Una mozione motivata dai disagi occorsi a buona parte della popolazione - spiegano i consiglieri di minoranza - una cinquantina di cittadini hanno anche presentato una raccolta firme in municipio dove si è richiesta la modifica dei sensi unici. Non ci risulta che il sindaco abbia nemmeno convocato i cittadini nè, per altro, si è dato corso alla convocazione di un consiglio per la trattazione della mozione». In realtà di consigli comunali se ne sono svolti già due a Valperga ma, per un motivo o per l'altro, la mozione sui sensi unici non è mai stata inserita all'ordine del giorno.
Per questo motivo Brunasso ha scritto alla prefettura per chiedere un intervento diretto dell'organo competente. «Si è ignorato il diritto all'espletamente del mandato dei consiglieri di minoranza e non si è dato seguito alle istanze dei cittadini. Il procedimento e il provvedimento amministrativo in oggetto paiono dunque viziati da eccesso di potere. Stupisce che anche il segretario comunale a una richiesta di delucidazione rispondesse evasivamente e comunque citando esclusivamente il regolamento, venendo quindi meno alle sue funzioni di garanzia previste».
Non resta che attendere l'eventuale intervento della prefettura. «A quasi 70 anni dalla Costituzione della Repubblica italiana mai si era dovuti arrivare a tanto nel Comune di Valperga - aggiunge Brunasso - nessuna forza di minoranza si era dovuta rivolgere in Prefettura per ripristinare le regole e le norme che sono state lese. Si sono calpestate le regole del diritto in primis e del rispetto delle persone e dei cittadini. Un fatto vergognoso che dimostra ancora una volta l’arroganza e l’insolenza del sindaco e della maggioranza tutta».








