
VALPERGA - Lettere e polemiche dal campanile. Sta facendo discutere, fino a diventare un «caso politico», il libro scritto dall’ex sindaco di Valperga, Gabriele Francisca (in diretta ieri nella nostra live). Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale, andato in scena lunedì 17 ottobre 2022, i consiglieri di minoranza, Federico Covassin e Giuliano Arimondo, hanno presentato una mozione per chiedere al primo cittadino attuale, Walter Sandretto, la rimozione di Francisca dal ruolo di referente della Fondazione Savio Savino. Ne è nato uno scontro politico notevole e per il libro dell'ex sindaco Francisca una pubblicità (gratuita) insperata.
Secondo i rappresentanti dell’opposizione consiliare «gli scopi filantropici dell’ente valperghese mal si conciliano con le prese di posizione» messe nero su bianco nel libro dall’ex borgomastro. In particolare, nelle pagine della sua prima fatica letteraria, secondo Arimondo e Covassin, «Gabriele Francisca avrebbe gettato discredito sul Consiglio comunale, sull’attuale sindaco, su alcuni dipendenti e consiglieri comunali, compiendo anche una distinzione discriminatoria della popolazione locale».
Il parlamentino valperghese ha accolto con 8 voti favorevoli su 11 la proposta di revoca della carica di Francisca come referente della Fondazione. Il vice sindaco, Paola Vallero, si è astenuta. La mozione non ha però avuto il «sì» dei consiglieri di opposizione, Isabella Buffo e Davide Brunasso Cassinino. «Chiunque sa della forte contrapposizione che ci divide con Gabriele Francisca: politica, ideologica, di metodo e azione – spiega Davide Brunasso Cassinino - Ma non posso in questo caso di specie intravvedere con questa mozione un’azione sinergica e concordata che esula dall’agire politico e di fatto si muove sul piano personale. Questo è un atto di rappresaglia e vendetta politica. Gabriele Francisca ha scritto un libro. Lui ha scritto le sue opinioni, le sue verità, le sue ricostruzioni, i suoi giudizi. Non lo si condivide? Non si ritengono consone le argomentazioni? Si può richiederne una smentita. Oppure lo si querela. Tutto il resto è vendetta politica».
Ma che modo di amministrare è? Si chiede Brunasso: «Io sono abituato ad affrontare le questioni a viso aperto. Non ho bisogno di mozioni per far revocare un incarico. Walter Sandretto utilizza sempre lo stesso metodo: ieri con le ragazze della biblioteca, oggi con l’ex Sindaco Francisca. Politicamente il sindaco Sandretto si nasconde come sempre. Non ha il coraggio delle sue azioni. Il sindaco ci ha forse interpellato se fossimo d’accordo con la nomina di Francisca alla Fondazione Savio Savino? E oggi dovremmo noi soccorrerlo? Si assuma le sue responsabilità. L’atto di revoca è un atto autonomo del sindaco: se Sandretto vuole farsi giustizia affronti le questioni a viso aperto senza ergersi a giudice, utilizzando scorciatoie e sotterfugi inutili».
Pronta la risposta del sindaco, Walter Sandretto: «Per quanto riguarda il modo di amministrare, il nostro è chiaro a tutti i cittadini di Valperga ed è apprezzato perché amministriamo in modo cosciente e senza rancori. La mozione non è stata scritta dalla maggioranza ma dall'opposizione. Dopo la presentazione ci siamo prodigati alla lettura del libro e durante quest'ultima abbiamo costatato diverse frasi discriminatorie. Non solo su di me, ma nei confronti di tutti coloro che sono stati consiglieri, dei dipendenti comunali, degli attuali amministratori alcuni dei quali discriminati dal libro in merito al loro lavoro. Tuttavia, la cosa più grave sono le discriminazioni territoriali che nel 2022 non possono più esistere. È di questo che parlava la mozione richiedendo al sindaco di sollevare Francisca dall'incarico. Quindi, si potrebbe dedurre che i consiglieri Brunasso e Buffo, votando contro, sono concordi con quanto scritto. Forse la presenza dell'ex sindaco Francisca in aula lascia intender qualcosa per il futuro. Ma a noi poco importa del loro modo di porsi con la maggioranza. Ormai il paese ha già capito da tempo con chi ha a che fare. Noi siamo coesi e forti nel continuare il nostro mandato. Nulla centrano le querele. Resta la grossa delusione nel vedere che chi è cresciuto in oratorio, con sani principi religiosi, invece di schierarsi contro la discriminazione territoriale la avvallla con un atto molto incomprensibile».








