VALCHIUSELLA - Unicredit chiude Vistrorio, tutta la valle senza banche: Uncem scrive al Ministro

VISTRORIO - Chiude la banca Unicredit a Vistrorio: l'intera Valchiusella resta senza istituti di credito. L'Uncem, ieri, a scritto una lettera indirizzata ai vertici della banca, al Ministro delle Finanze e alla Banca d'Italia, segnalando l'ennesima "fuga" dalla montagna.

«Solo due settimane fa, Uncem Vi trasmetteva una nota relativa alla chiusura delle banche nei piccoli Comuni montani. Torniamo a presentarVi la gravità della situazione in questa lettera, a seguito di quanto trasmesso a Uncem qualche giorno fa dal Sindaco di Vistrorio. Unicredit ha comunicato la chiusura dello sportello nel Comune canavesano a partire dal 23 aprile. Lo ha fatto con una nota il 16 aprile, inviata al primo cittadino. È evidente lo sconcerto e la delusione per l'ennesima sottrazione di servizi nelle aree montane, costringendo la popolazione - in particolare gli anziani - a spostarsi a Castellamonte. È altresì negativo che nonostante il Comune mantenga il Servizio di Tesoreria con l'Istituto di Credito, lo stesso servizio venga trasferito alla filiale di Castellamonte», scrivono Marco Bussone, presidente nazionale e Roberto Colombero di Uncem Piemonte.

«Quello che sorprende, in queste comunicazioni di tutte le banche ai Sindaci, è la leggerezza con la quale viene data la comunicazione. Quasi come se fosse meramente una operazione contabile, a vantaggio delle banche naturalmente, che poco o niente sembrano interessati ai risultati (negativi) di questa operazione. Con estrema leggerezza si tira una riga sul servizio, che si sposta, che viene smontato e portato altrove. Non vi è nessuna considerazione, in queste comunicazioni, della complessità dei territori, della articolazione morfologica delle zone montane, delle conseguenze connesse alla smobilitazione di servizi, delle Comunità. Solo Poste Italiane ha finora deciso di investire sui territori. Le banche hanno lasciato campo libero, dimenticandosi di come è fatta l'Italia. Nessuno può giustificare l'abbandono dei territori delle banche con la digitalizzazione dei servizi, con l'aumento dell'home banking, con la riduzione degli utenti e dei depositi: un Paese misura il grado di efficienza ed evoluzione se sa essere coeso e anche dalla capacità delle imprese - così le banche - di guardare alla complessità dei territori, senza lasciare indietro nessuno e dimenticando, nell'essere sui territori, profitti e numeri. Inutile poi fare articolati "bilanci sociali" quando non si è tra le comunità dei territori».

«Rappresentiamo ancora una volta la delusione dei Sindaci e degli Amministratori per questa smobilitazione. Ci rivolgiamo al Legislatore e alle Autorità affinché intervengano evitando l'impoverimento continuo di un pezzo di Italia che sfida spopolamento e retorica, troppi riflettori accesi e tanta demagogia. Sfidiamole insieme queste emergenze, insieme con la concretezza, con servizi per tutti, impegno delle imprese e dello Stato. Uncem è a Vostra disposizione per invertire questi percorsi dettati solo dalla voglia di profitto che non guarda ai territori e alle comunità, salvo poi darsi un po' di smalto parlando di "economia circolare e civile". L'abbandono dei territori non è accettabile. E Uncem continuerà a ribadirVi contrarietà e delusione, ma anche necessità di Politiche serie e durature per i nostri territori montani, il 54% di Italia, il Paese vero».