VAL DI CHY - Big Jump, domenica il tuffo-denuncia nel Chiusella

VAL DI CHY - Anche quest’anno torna il Big Jump, il tuffo-denuncia per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla qualità delle acque, per il recupero della balneabilità nei grandi corsi d’acqua e per tutelare la salubrità dei fiumi. Nata come campagna europea di European Rivers Network, quest’anno l’edizione europea è stata sospesa a seguito dell’emergenza sanitaria. Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, nel rispetto delle normative anti-covid, ha deciso di non fermarsi, organizzando una versione tutta piemontese del Big Jump, con l’evento centrale che prevede un tuffo nel Po a Torino, dalle banchine del Circolo Canottieri Esperia.

Domenica 14 luglio alle ore 15:00, Legambiente organizza in contemporanea  in Piemonte una serie di appuntamenti:

Fiume Po, Circolo Canottieri Esperia in corso Moncalieri n. 2 (Torino), organizzato da “Molecola”;
Fiume Po, spiaggia del Bosco del Gerbasso (Carmagnola), organizzato da “Il Platano”;
Area naturale confluenza Po-Pellice arrivando da Pancalieri, organizzato da “Il Platano”;
“Tumpi” di San Cristoforo (Villar Pellice, Torino) organizzato da “Val Pellice”;
Torrente Chiusella, Via Gauna n. 2 (Gauna, Torino), organizzato da “Chiusella vivo”;
Lame del Sesia (Novara) organizzato da “Il pioppo”;
Zona parco Ghiaro (Alpignano, nell’ambito delle Ecoscoperte si svolgerà il 10 luglio), organizzato da “CEA Cascina Govean”;
Fiume Po, lungo Po Gramsci n. 10 (Casale Monferrato) organizzato da “Verdeblu”;

«Abbiamo fortemente voluto organizzare anche l’edizione 2020 – dichiara Alice De Marco, Direttrice di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – nonostante lo stop a livello europeo per tenere alta l’attenzione sullo stato di salute dei nostri corsi d’acqua. Come testimoniano i dati di Arpa Piemonte e della Regione il raggiungimento dell’obiettivo di buono stato ecologico nella totalità delle acque dei corsi d’acqua del Piemonte è ancora lontano. È necessario adottare piani per ridurre i prelievi e i carichi inquinanti, rispettando il deflusso minimo vitale delle acque e ricorrendo anche a misure come la riqualificazione e la rinaturalizzazione delle sponde: il 28% dei corsi d’acqua piemontese è in uno stato ecologico classificato come scarso o cattivo; il 18% è solo sufficiente».