TORRAZZA-BRANDIZZO - Sciopero Amazon, Chiorino: «Un segnale forte che deve fare riflettere»

TORRAZZA-BRANDIZZO - «Lo sciopero dei lavoratori Amazon è un segnale forte che deve fare riflettere sulle condizioni di lavoro di tutti coloro, siano essi operai in sede o corrieri sulle strade, che garantiscono al colosso americano Amazon di mantenere il proprio primato, a discapito del nostro tessuto commerciale tradizionale che già con enormi difficoltà cerca di sopravvivere all’urto atomico della pandemia». Così l’assessore regionale al lavoro, Elena Chiorino, a commento dello sciopero nazionale di questa mattina che ha coinvolto anche i centri Amazon di Torrazza Piemonte e Brandizzo.  

«Mi auguro che l’impegno espresso dalla dirigenza Amazon venga rispettato nel confronti dei propri lavoratori e delle famiglie che rappresentano». Anche il consigliere regionale Gianluca Gavazza, autotrasportatore da sempre, ha espresso solidarietà ai lavoratori che svolgono attività di corrieri e padroncini per conto del colosso americano: «Conosco bene la situazione è quando si ha come interlocutore un gigante come Amazon è tutto più complicato - spiega - ma è fondamentalmente che venga raggiunto un compromesso tra produttività e benessere dei lavoratori senza dimenticare che alla guida di ogni furgone c'è sempre un essere umano». (foto tratta dal profilo Facebook della Cisl Piemonte).

«In pochi anni Amazon è diventato il vero soggetto principe del capitalismo e della globalizzazione mondiale, ma a un prezzo altissimo in termini di tutele e diritti dei lavoratori. Oggi è però un giorno importante, storico, perché per la prima volta in Italia e nel mondo tutta la filiera di lavoratori Amazon e le società di fornitura di servizi di logistica, movimentazione e distribuzione delle merci hanno incrociato le braccia simultaneamente. Sono stata davanti ai cancelli di Torrazza Piemonte, questa mattina, dove su quasi 7mila dipendenti sono più di 1700 lavoratori e lavoratrici in somministrazione, con contratti mediamente di 3 mesi e assoggetati a un costante turnover. I rappresentanti dei lavoratori presenti hanno poi denunciato le condizioni lavorative dei drivers, continuamente spinti a lavorare al massimo delle loro energie in nome della velocità, esposti a rischi per la sicurezza nella guida, che poi si ripercuotono anche sulla collettività. Infine, il tema principale: quello dell'algoritmo a cui è affidata la gestione e la regolamentazione delle pratiche lavorative. Occorre un confronto con le rappresentanze dei lavoratori, perché l'algoritmo non può organizzare da solo il lavoro. L'algoritmo non ha pensiero, è un'entità virtuale a cui Amazon ha appaltato le condizioni, la pianificazione e i ritmi dell'attività lavorativa, dimenticando che a lavorare sono le persone e non dei numeri». Così in una nota la deputata piemontese della Commissione Lavoro, Jessica Costanzo.