
Un investimento di 150 milioni di euro per il nuovo super acquedotto del Canavese che, sfruttando acqua e gravità della diga del Teleccio (Locana) garantirà il servizio a 120 mila utenti di tutto il territorio. Il termine importante è proprio «sfruttamento». Perchè i Comuni di montagna, che forniranno acqua e gravità per far funzionare gli impianti, non hanno intenzione di farsi portare via la risorsa gratis. Lo conferma anche l'Uncem Piemonte.
«Opera importante, questo acquedotto del Canavese. Che usa infrastrutture montane esistenti grazie a un patto di Smat con Iren. Ne crea nuove, genera investimenti e posti di lavoro. Solo una tema poniamo come Uncem, non chiaro: cosa garantirà stabilmente Smat ai territori? Quanto vale quell'acqua più la forza di gravità? Quanto vale il territorio montano?», dice il vicepresidente Marco Bussone. «È del tutto evidente che utilizzare acqua e forza di gravità (quest'ultimo bene è solo della montagna) generando importanti fatturati e utili a vantaggio dell'azienda, deve finalmente consentire un pieno riconoscimento dei servizi ecosistemico-ambientali che il territorio alpino in questione garantiscono».
Risorse «perpetue» per le quali Comune e Uncem sono pronti a sedersi attorno a un tavolo con Smat e tutti gli enti interessati a questa enorme infrastruttura. «Non bastano qualche anno di lavoro, qualche compensazione, qualche interazione più o meno interessante per le Valli. Serve un'azione politica e istituzionale vera e seria. Per atti duraturi nel tempo che dicano che quell'opera, quei servizi, quei beni sono della montagna. Sono dei territori. E vanno pagati». Uncem, ad esempio, cita il caso di New York, megalopoli che ogni anno riconosce alle aree montane retrostanti una buona e costante cifra annuale per la protezione delle fonti e per la garanzia di fornitura di acqua potabile.
«Smat in Canavese potrà aprire una strada virtuosa o già si inseriscono paletti, se e ma sul percorso che deve invece essere sostenibile e inclusivo? Noi, Uncem, siamo per una immediata analisi di cifre e opportunità, ritorni e stabile definizione degli Psea come previsti dalla legge 221/2015. Molto chiara e snella. Con precisi ruoli per i territori attraverso gli Enti locali. Che Uncem si impegna a rappresentare, anche questa volta, fino in fondo».








