SPINETO - Il paese insorge contro il trasferimento di don Luca: «Pronti anche a manifestare per il nostro parroco»

C'è già anche il gruppo Facebook «Lasciate Don Luca a Spineto». Il messaggio che arriva dalla comunità è chiaro. Don Luca Pastore non se ne deve andare. Eppure, come ha confermato la nota della diocesi di Ivrea (link sotto), dal primo settembre il sacerdote dovrà occuparsi dei paesi della Valle Soana e non più della storica frazione di Castellamonte. Al suo posto l'attuale arciprete della città della ceramica, don Angelo Bianchi, che quindi uniformerà il territorio di competenza anche con la parrocchia di Spineto. Apriti cielo: don Luca, che da cinque anni si occupa della parrocchia di Spineto, è particolarmente ben voluto in paese. Tanto che i parrocchiani sono pronti anche ad organizzare una manifestazione a testimonianza di quell'affetto. Con la speranza di far cambiare idea al vescovo eporediese, monsignor Edoardo Cerrato.

«Sicuramente si svuoterà la chiesa - dicono da Spineto sul gruppo per il parroco - don Luca avrà fatto i suoi errori ma è una persona umana, chi non li fa?». E ancora: «Nulla di personale con l’arciprete di Castellamonte ed il vescovo di Ivrea ma così come Don Luca ha saputo portare congregazione, felicità, amore e gioia nella nostra comunità loro riusciranno a trovare dissidio e solitudine in quella chiesa che a loro non appartiene».

Don Luca Pastore era stato investito dalle polemiche, un anno fa, per alcune sue esternazioni pubbliche sugli aiuti ai profughi. Di parere diametralmente opposto, sul tema, proprio don Angelo Bianchi. Tanto che a Spineto già si vocifera del prossimo arrivo, dopo il primo settembre ovvio, di nuovi migranti gestiti dalla parrocchia di Castellamonte. «Il vescovo non poteva fare castroneria più grande. Don Luca è parte della nostra comunità parrocchiale e con semplicità, umiltà, simpatia e cordialità è entrato nella nostre famiglie e nei nostri cuori. Don Luca è il Don Matteo che ognuno di noi cerca».