Incontro positivo, oggi in Regione, per discutere della crisi della Ims di Sparone: a rischio, con lo stabilimento di Druento, ci sono oltre 130 posti di lavoro. Al summit, richiesto da Fiom e Fim, con l'assessore al lavoro Gianna Pentenero, c'erano anche sindaci e amministratori di Sparone, Locana e Druento, le tre realtà maggiormente coinvolte dalla crisi dell'azienda, dichiarata fallita due settimane fa. «E’ nostra intenzione – spiega la Pentenero – monitorare la situazione e verificare che vengano preservati i due siti piemontesi e garantiti gli attuali livelli occupazionali”.
Il Gruppo Tiberina, che aveva un contratto d'affitto per garantire la continuità occupazione e produttiva dell'azienda, ha proposto al curatore fallimentare un piano che, allo stato attuale, prevederebbe almeno 130 esuberi. 130 su un totale di 232 dipendenti. «Ci auguriamo che la vicenda possa trovare una rapida soluzione a livello locale - dice ancora la Pentenero - in ogni caso, all'inizio della prossima settimana informeremo il ministero dello sviluppo economico perchè valuti, se necessario, l'apertura di un tavolo nazionale».
Anche il Gruppo Tiberina si è comunque detto disposto ad aprire una discussione sui siti produttivi di Sparone e Druento. «Noi non possiamo accettare un piano che dimezza la forza lavoro dell'azienda - dice Fabrizio Bellino della Fiom-Cgil - chiediamo una responsabilizzazione generale perchè non devono pagare i lavoratori».








