SCORIE NUCLEARI IN CANAVESE - «In piazza per difendere il futuro dei nostri figli»: associazioni soddisfatte dopo il corteo di Mazzè - FOTO e VIDEO

MAZZE' - «Iniziamo con questa frase presa in prestito: "la Terra non ci è stata lasciata in eredità dai nostri padri, ma ci è stata data in prestito dai nostri figli". Sabato pomeriggio eravamo in tanti a Mazzè per difendere la terra dei nostri figli con la prima manifestazione che vuole dire a Sogin che l’area TO-10 (come loro chiamano i terreni sul territorio di Mazzè, Caluso e Rondissone e Chivasso a pochi metri) non è idonea per farci una discarica nucleare».

Così il Comitato Spontaneo di difesa del territorio chivassese-canavesano «Io mi rifiuto» e l'Associazione Pro Mandria commentano l'esito della manifestazione di Mazzè. «La terra dicevamo "ci è data in prestito dai nostri figli", per loro e con loro siamo scesi per le strade, pacificamente, in un corteo che rappresentava la società civile tutta, che in tempi di covid è già quasi un mezzo miracolo. Erano presenti infatti tantissimi sindaci ma ad aprire il corteo erano i bambini, i nostri figli che difendevano il loro futuro, sempre più incerto per tutto quello che stiamo vivendo in questi ultimi anni e mesi».

«Ultimi ma non ultimi i nostri amici agricoltori, le bandiere di Coldiretti a sfilare pacificamente con i loro trattori che quella terra lavorano con fatica, sacrificio e amore a quaranta gradi d'estate o quando gela d'inverno. Tutti insieme fianco a fianco, un grandioso pomeriggio, grazie a tutti. Visto che Sogin dice da mesi che la procedura di individuazione deve passare attraverso un dialogo con i territori e gli stakeholders e non ci vuole imporre nulla, allora ascolti la voce di chi nella TO-10 ci vive. Se non si fosse capito il messaggio speriamo arrivi forte e chiaro a Roma: no deposito in Canavese. Questo dice il territorio con le sue amministrazioni, i cittadini, i comitati e le associazioni, basta ascoltare».

«Ho partecipato come cittadina e come rappresentante del territorio a fianco delle istituzioni locali e delle migliaia di persone alla manifestazione di Mazzè per dire No al deposito unico nazionale, in vista del seminario che dovrà svolgersi dal 15 al 17 novembre per il Piemonte - dice la parlamentare Jessica Costanzo - oltre a seguire da tempo in Parlamento la vicenda e ad aver discusso anche mozioni ed interrogazioni, ho predisposto un emendamento da depositare in legge di bilancio al Senato, che prevede dei ristori pari alla quota che ogni comune interessato ha dovuto sostenere da gennaio. Si tratta di spese aggiuntive che sono piovute improvvisamente addosso alle amministrazioni e che impattano parecchio sul bilancio di piccoli comuni».