SAN GIORGIO - Scontro sulla «Cittadella della cultura»
Scontro aperto sulla "Cittadella della cultura" del Comune di San Giorgio Canavese. Dopo la presa di posizione del sindaco Andrea Zanusso, in consiglio comunale, arriva la risposta dell'architetto Claudio Salanitro. 
 
«Il progetto della “Cittadella della Cultura” prevedeva la realizzazione di tre lotti, del costo di trecentomila euro ciascuno, ma solo due sono stati finanziati in buona parte dalla Regione Piemonte e completati - spiega Salanitro, ex assessore ai lavori pubblici del Comune - le sospensioni dovute ai fallimenti delle imprese e l'impossibilità di rispettare il cronoprogramma dei lavori sono state causa di imprevisti. Il terzo lotto prevedeva l'intervento sul Teatro comunale ma non è stato mai finanziato. Il Comune con i propri fondi è comunque intervenuto per mettere in sicurezza il palco».
 
Il milione di euro al quale ha fatto riferimento il sindaco in consiglio, era invece relativo al costo di un progetto intercomunale mai decollato dal titolo: “Canavesando da Fruttuaria ad Aglié” e presentato insieme dai Comuni di San Benigno, Foglizzo, San Giusto, San Giorgio e Agliè. La parte di San Giorgio prevedeva i tre lotti da trecentomila euro, oltre alla riqualificazione del Centro Storico anche attraverso contributi ai privati. «Per alzare al massimo credibile l'asticella della spesa sostenuta dai precedenti amministratori il Sindaco ha allora compreso nella cifra riferita nell'ultimo Consiglio anche il costo per l’acquisto del fabbricato di Vicolo Bianchetti».
 
«A questo punto, per chiarezza, ritengo necessario ricostruire le operazioni di mercato immobiliare in vicolo Bianchetti condotte dagli amministratori di San Giorgio. Il primo fabbricato, la cui proprietà è riconducibile al coniuge e ai suoi parenti, affini del Vicesindaco Sergio Algostino, è stato acquistato nel 2001 per centosessanta milioni delle vecchie lire dall'amministrazione guidata da Giovanni Ellena durante il periodo di governo condotto fino alla primavera del 2004 senza la presenza di una minoranza. "Da destinare ad uffici e direzione didattica della scuola elementare”. Il primo fabbricato, però, era confinante con il plesso scolastico solo per uno spigolo di muro. Era quindi impossibile accedere direttamente alla scuola. Solo in seguito, quando il Comune ha ceduto ad un privato la casa di proprietà comunale che si trova di fronte al museo in via Campeggio, ottenendo con un cambio alla pari il secondo fabbricato di vicolo Bianchetti, dove è stata costruita la biblioteca, è stato possibile ricavare il passaggio verso il cortile della scuola elementare. Lo scambio alla pari della casa con il secondo fabbricato, è stato concluso dalla Giunta composta dal Sindaco Massimo Arri.
 
Zanusso dice che la progettazione è costata cara. Non mi dispiace invece pensare che il progetto è stato legalmente assegnato con regolare bando pubblico “molto combattuto” e nel rispetto dei costi dell'epoca, piuttosto che affidato a qualche professionista abituale. Nel paese circola anche l'opinione che abbattendo i due fabbricati e ricostruendo tutto nuovo sarebbe costato meno. Probabilmente è così, ma è anche una questione di scelte, di cultura con punti di vista differenti. In ogni caso noi non l'avremmo mai fatto, anzi abbiamo sempre combattuto i sostenitori e i seguaci di quel barbaro pensiero politico-amministrativo che a San Giorgio ha lasciato spianare una villa nobile di pregio con annessa cascina e a sventrare facciate e abbattere case del centro storico. Tutto questo è accaduto nel passato, a breve saranno trascorsi cinquant'anni, i nuovi sangiorgesi e molti giovani non sanno cosa è andato perduto per sempre».