SAN BENIGNO - Il gruppo consiliare Ci.Vi.Co. dice «no» all'impianto a biometano in paese

SAN BENIGNO - Una presa di posizione bipartisan per il bene della comunità di San Benigno Canavese. Nel corso dell’ultima assise civica il gruppo consiliare di minoranza Ci.Vi.Co.  ha detto un «no» forte e chiaro all’impianto di biometano che potrebbe essere installato sul territorio. Dai banchi dell’opposizione, i rappresentanti di Ci.Vi.Co. hanno, infatti, votato all'unanimità la delibera che ha espresso posizione politicamente contraria rispetto alla proposta inoltrata dalla ditta «Canavese Green Economy Società Agricola a responsabilità limitata» per la realizzazione di un impianto di produzione di biometano attraverso digestione anaerobica della frazione organica del rifiuto solido urbano (FORSU).

Il Consiglio è quindi compatto e concorde nel promuovere ogni azione istituzionale anche presso gli Enti sovra-comunali preposti avverso la proposta della ditta. «Abbiamo, inoltre, votato di richiedere la vicinanza dei Sindaci dei territori limitrofi, affinché il territorio venga salvaguardato da ulteriori carichi ambientali a scapito della comunità tutta; di richiedere al Sindaco di San Benigno di promuovere e volgere azioni di informazione e sensibilizzazione nei confronti della cittadinanza, anche in sinergia con i Comuni contermini e più prossimi ed eventualmente in collaborazione con i soggetti portatori di interessi diffusi presenti sul territorio, tra cui il Comitato spontaneo “Mai sulla nostra testa”; e di chiedere alla Città Metropolitana di Torino di tenere in considerazione il presente O.d.G. di deliberazione del Consiglio Comunale».

Da Ci.Vi.Co. è arrivato pure l’inviato a Regione Piemonte di farsi parte attiva per tutelare i propri territori dai danni ecologici ed ambientali derivanti da trattamento dei rifiuti potenzialmente lesivi della salute dei cittadini. «Dopo una prima mozione creata dal nostro gruppo, venuti a sapere che anche Impegno e Porgresso avrebbe voluto presentare una sua proposta, abbiamo ritenuto di mettere al primo posto gli interessi della nostra comunità ed abbiamo proposto di ritirare la nostra mozione e di creare un documento unitario che avesse più peso e facesse "fronte comune"» concludono dalla minoranza.

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