
Il Comune di San Benigno Canavese rischia di finire in bancarotta. E' quanto potrebbe accadere in base alla sentenza del Tar del Piemonte secondo la quale il Comune sarà chiamato, a proprie spese, ai lavori di bonifica dell'area ex Ecorecuperi. Il Tar, qualche giorno fa, ha accolto il ricorso della Green Piemonte. «Cercheremo di capire cosa fare e se ricorrere in appello - dice il sindaco di San Benigno, Maura Geminiani - abbiamo chiesto un incontro alla Regione, perché qualcuno ci deve aiutare».
La storia nasce il 10 novembre del 1994, quando un incendio devasta lo stabilimento dell'azienda che si occupa di smaltimento rifiuti. L'allora Ecorecuperi, l'azienda proprietaria dei capannoni, fallisce nel 1996, senza aver rimosso i residui dell’incendio. Il Comune si rivolge alla Regione che stanzia 1 miliardo e 200 milioni di vecchie lire per la bonifica. L'area, intanto, va all’asta e passa di proprietà alla Servizi Industriali che, a sua volta, la giura Green Piemonte. Toccherebbe a quest'ultima azienda la bonifica ma i soldi stanziati non sono sufficienti.
Il Comune allora, siamo nel 2005, ordina la bonifica e l'azienda ricorre al Tar. Dopo quasi dieci anni, l'iter giudiziario si è concluso. A sfavore del Comune. «La Corte di Giustizia - scrivono i giudici del Tar - ha risolto la questione interpretativa con effetto sulla declaratoria di fondatezza dei motivi di ricorso proposti dalla Società ricorrente, che si trova nella posizione di proprietario incolpevole, avendo acquisito l'area dopo che erano state poste in essere le attività che avevano determinato l'inquinamento del sito».
Di conseguenza l'ordinanza del Comune, a firma del "Responsabile del procedimento e dell'Area Tecnica" del 28 ottobre 2004, avente ad oggetto "Bonifica dell'insediamento dismesso e parzialmente incendiato ex Ecorecuperi", è stata annullata.








