RONCO CANAVESE - Niente segnale tv senza parabola, la rabbia del sindaco: «Disparità di trattamento per le popolazioni di montagna»

RONCO CANAVESE - Niente più tv in paese per chi non ha una parabola, amministrazione comunale sul piede di guerra. Succede a Ronco Canavese, dove non arrivano buone notizie per i villeggianti e i residenti alle prese con i problemi legati allo spegnimento del segnale tv per il digitale terrestre.

A darne comunicazione è stato lo stesso sindaco, Lorenzo Giacomino: «I nostri villeggianti, come già fatto dai nostri abitanti a gennaio, hanno potuto notare lo spegnimento del segnale tv Rai del digitale terrestre. A questo da pochi giorni si è sommato lo spegnimento dei segnali Mediaset. E’ un fatto gravissimo. Crea disagi e maggiori oneri economici alle utenze di tutte le montagne del Piemonte (e oltre). Crea ulteriori disparità di trattamento per l’accesso ai servizi per le popolazioni di montagna rispetto a quelle di pianura. L’amministrazione comunale di concerto con l’Uncem ha segnalato i disservizi e ha manifestato il proprio disappunto. Al momento, non sono giunte risposte risolutive, né dalle istituzioni statali, né dagli operatori privati. Per ricevere nuovamente i segnali Rai e Mediaset è necessaria, quindi, la parabola satellitare».

«La Rai però – aggiunge il primo cittadino di Ronco Canavese – al fine di evitare l’oscuramento di alcuni programmi via satellitare ha previsto, per le utenze nelle zone del territorio non raggiunte dal segnale digitale terrestre (come la nostra), la possibilità di ricevere gratuitamente la smart card Rai, che utilizzata con la parabola e un dispositivo idoneo (decoder o Cam) abilita esclusivamente alla visione di tutti i canali Rai trasmessi sul satellite». Per maggiori informazioni, fanno sapere dal Comune, si può cliccare su: https://www.rai.it/smartcard

«Un episodio grave che coinvolge tutto il Piemonte, comprese la Valle Soana e l’alta Valle Orco - commenta il responsabile della Lega piemontese per gli Enti locali Andrea Cane - e che nelle scorse settimane aveva già visto il nostro capogruppo in Regione, Alberto Preioni, muoversi con una lettera per chiedere di riattivare subito la trasmissione del segnale dei canali Mediaset nelle altre aree interne e montane del Piemonte. Siamo molto amareggiati per la decisione che porterà allo spegnimento dei ripetitori Mediaset. Decisione cui ci opporremo in ogni modo».

«Stiamo lavorando alacremente - prosegue il consigliere regionale del Carroccio Andrea Cane - per dare nuova vita alla montagna piemontese con incentivi per il ripopolamento, per le scuole, per le strutture ricettive e per i servizi ai cittadini. Non accettiamo che qualcuno, sia pure un’azienda privata, decida di privare chi sceglie la montagna di un servizio fondamentale come l’informazione. In questi giorni faremo il punto della situazione con il sempre attento assessore alla Montagna Fabio Carosso e insieme decideremo come attivare il Mise e il Governo, affinché arbitrariamente nessuno possa danneggiare gli abitanti delle Terre Alte togliendo servizi quando noi in Regione cerchiamo di potenziarli».

Chiude le dichiarazioni il vicepresidente di Uncem Piemonte e Sindaco di Ingria, Igor De Santis: «In questi tempi in cui l’attenzione per le Terre Alte e i borghi è massima e sono molte le iniziative e gli sforzi per preservare la residenzialità e incentivarne il ritorno, questa decisione ci lascia perplessi. Il popolo della montagna chiede e necessita di soluzioni per accorciare le distanze dalle città e compensare il divario di servizi. Anche se si tratta di un’azienda privata orientata al business, confido nella sensibilità del gruppo Mediaset che si è sempre dimostrato attento alle esigenze dei propri ascoltatori con una profonda etica nelle proprie azioni. Come sindaco di un piccolo Comune e a nome di Uncem, in qualità di vicepresidente, invito i vertici a rivalutare la loro decisione a tutela di quel tessuto di territorio che risulta tremendamente limitato da questo tipo di scelte».