
ROCCA CANAVESE - Un lungo viaggio da costruire giorno per giorno, destinato a durare tutta una vita e che ha mosso i suoi primi passi sabato scorso, 17 giugno 2023, da Rocca Canavese, dove il sindaco, Alessandro Lajolo, ha celebrato l’unione civile tra Diego ed Emanuele. Non si tratta del primo «matrimonio» in Comune tra persone dello stesso sesso. E’ stata una bella cerimonia, solare, riempita dai sorrisi dei partecipanti e dalla felicità dei due protagonisti principali che testimoniano come il vero amore non richieda altro che ci si innamori mille volte, ma sempre della stessa persona.
«Sono felice di essere annoverato tra i sindaci e gli amministratori del fare e non del dire - commenta il primo cittadino di Rocca, Alessandro Lajolo - Quando Diego ed Emanuele mi hanno chiesto di celebrare la loro unione civile non ho avuto dubbi ed esitazioni. Non è un mistero che non abbracci le politiche di sinistra. Ho convinzioni personali e ideologiche diverse che si basano sull’importanza della famiglia “tradizionale”, intesa come luogo di trasmissione di valori fondamentali, di educazione, umanizzazione e rifugio sicuro per trovare la forza necessaria ad affrontare problemi e difficoltà. Detto questo, prima di tutto, per me, esistono le persone con la lettera “P” maiuscola, al netto di razza, etnia, sesso e orientamento politico. E poi c’è il rispetto delle leggi. Ho già celebrato altre unioni civili e lo rifarò, se il mio “principale”, il governo centrale, lo consente. Sono il sindaco di tutti. Non è uno slogan solo da campagna elettorale. E lo dimostro non solo asfaltando le strade dove vive chi poi ci critica in Consiglio o non la vede come noi. Tra l’altro, la legge 76 del 2016, la cosiddetta “Legge Cirinnà”, rappresenta un atto di sviluppo sociale non indifferente. E’ un bel passo avanti. Si riconoscono diritti e doveri significativi per la persona, quando la norma dice con chiarezza che dall'unione civile deriva l'obbligo reciproco all'assistenza morale e materiale e alla coabitazione, con l’impegno a contribuire ai bisogni comuni».
Sempre in tema di diritti, in questi giorni, in tema di famiglie arcobaleno, la Procura di Padova ha impugnato 33 atti di nascita di figli di due madri - registrati dal 2017 a oggi - di fatto dichiarando illegittimi questi documenti. Su questa vicenda e sulle adozioni da parte di coppie dello stesso sesso, Alessandro Lajolo specifica: «Credo sia ancora un po’ presto per l’Italia. Su questi argomenti c’è bisogno ancora di lavorarci, di portare avanti un certo percorso anche di tutela laddove si potrebbero verificare rischi di sfruttamento della madre surrogata o pericoli legati al bambino. Il nostro Paese è ancora “giovane”. Si deve creare un “background” culturale che non abbiamo ancora».
Prima della foto ricordo per gli sposi col sindaco vicino alla nuova installazione dell’artista Alex Caminiti, posizionata nella piazza del paese, Lajolo ha «regalato» a Diego ed Emanuele i versi di una magnifica poesia di Gibran: «Voi siete nati insieme e insieme starete per sempre. Sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni. E insieme nella silenziosa memoria di dio. Ma vi sia spazio nella vostra unione, E tra voi danzino i venti dei cieli. Amatevi l’un l’altro, ma non fatene una prigione d’amore: Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime. Riempitevi l’un l’altro le coppe, ma non bevete da un’unica coppa. Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane. Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo, Come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale. Donatevi il cuore, ma l’uno non sia di rifugio all’altro, poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori. E siate uniti, ma non troppo vicini; le colonne del tempio si ergono distanti, E la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro».








