Sarà il prefetto di Torino a decidere sulla validità dell'accordo che il Comune di Rivarolo ha stipulato con la «Parisi Costruzioni» per far ripartire i lavori dei due palazzi di edilizia popolare in via Bicocca, fermi ormai da diversi anni. Lo ha stabilito il Tar del Piemonte, rinviando il pronunciamento sul ricorso che la stessa azienda ha presentato nei confronti del Comune che, due anni fa, non aveva consentito alla modifica della convenzione edilizia per far riprendere i lavori. «Le parti hanno dichiarato di aver sottoscritto un accordo transattivo trasmesso alla Prefettura di Torino ai fini delle verifiche prescritte dalla normativa antimafia» scrivono i giudici del Tar. Ora il prefetto ha tempo fino alla fine di luglio per decidere. Il tribunale ha rinviato la decisiva camera di consiglio al prossimo 30 luglio.
«Ritenuto di dover acquisire notizie circa lo stato della procedura, anche ai fini di decidere in ordine all’improcedibilità della presente controversia - precisano i giudici del Tar - è stato ordinato alla Prefettura di Torino di depositare, entro sessanta giorni dalla pubblicazione della presente ordinanza, il provvedimento assunto ai sensi della normativa antimafia in ordine all’accordo sottoscritto dalla società Parisi Costruzioni s.r.l. e dal Comune di Rivarolo Canavese».
L'accordo, in linea di massima, prevede l'autorizzazione all'aumento del prezzo di vendita fino a 1900 euro al metro quatro. In cambio il costruttore urbanizzerà 7500 metri cubi in meno (circa 25 alloggi) e andrà a rinunciare al ricorso al Tar. Rivarolo Sostenibile e il Movimento 5 Stelle si sono detti sin da subito contrari all'accordo proposto dal Comune.