«Venerdì scorso la nostra città ha perso un'altra buona occasione per rendersi capofila dei Comuni virtuosi nel territorio canavesano». Così il Movimento 5 Stelle dopo che la mozione sull'uso del glifosato presentata dal consigliere di minoranza Alessandro Chiapetto è stata respinta. Una mozione che chiedeva al Comune di vietare sul territorio comunale l'uso di diserbanti basati sul principio attivo Glyfosate, una sostanza che l'Airc (International Agency for Research on Cancer) identifica come “probabile cancerogeno sugli umani” e che uno studio americano collega ad una vasta gamma di malattie attraverso un meccanismo che modifica il funzionamento del Dna.
«Secondo la ricerca il glifosato agisce come un analogo della glicina in grado di alterare una serie di proteine - dicono gli attivisti del Movimento - questo processo anomalo è correlato a diverse malattie, compreso diabete, obesità, asma, morbo di Alzheimer, sclerosi laterale amiotrofica (Sla), e il morbo di Parkinson. Il ricercatore Stephen Frantz, spiega: “Quando una cellula sta cercando di formare le proteine, può afferrare il glifosato invece della glicina e formare una proteina danneggiata. Dopo di che è il caos medico. Dove il glifosato sostituisce la glicina, la cellula non può più comportarsi come al solito, provocando conseguenze imprevedibili con molte malattie e disturbi conseguenti”.
La stessa ISDE, l'associazione dei Medici per l'Ambiente che il dott. Rostagno ben conosce si è già pronunciata contro il glifosato scrivendo al Ministro dell'Ambiente; anche la Regione si sta muovendo in merito e probabilmente a breve di pronuncerà; la UE invece sta tentennando a causa delle forti pressioni delle lobby che tutelano i propri interessi. Per questo motivo abbiamo chiesto al sindaco di avere il coraggio di tutelare per primo i suoi cittadini evitando che il glifosato venga usato per i lavori di competenza comunale. Invece nulla di fatto, la mozione è stata respinta ed inoltre, a breve, il Comune acquisterà 500 litri di diserbante utili a trattare 1 milione di metri quadrati di terreno come si apprende da una determina dirigenziale del 21 luglio scorso. Potevamo dare uno spunto alle amministrazioni dei Comuni limitrofi lanciando una campagna di sensibilizzazione sul tema ed invece nulla di fatto. Pertanto a Rivarolo, in barba al principio di precauzione, nel dubbio ammalatevi pure».








