
In consiglio comunale, l’altra sera a palazzo Lomellini, si è tornato a parlare della centrale a biomassa del Vallesusa. Duro attacco del consigliere Marina Vittone: «I cittadini di Rivarolo Canavese sono stati gabbati. Non funziona nemmeno il teleriscaldamento. Prendiamo atto che lo studio del Politecnico, per ora, non ha portato a niente. In dieci mesi non è cambiato nulla: la situazione non è rassicurante. La politica sta giocando in difesa e questo, a noi, proprio non sta bene». L’attacco della Vittone segue il comunicato dell’associazione “Non bruciamoci il futuro” che ha nuovamente riportato d’attualità il tema della centrale.
«Al termine della riunione dello scorso 21 ottobre – fanno sapere dall’associazione - una parte dei dati ci sono stati consegnati e, da parte nostra, saranno oggetto di una attenta lettura a conferma o meno di tutti i dubbi che avevamo espresso in passato. Riguardo il superamento dei limiti di emissioni acustiche durante il periodo notturno riscontrate da Arpa sin da febbraio 2014 e pare ancora persistenti, la Città Metropolitana ci ha consegnato una prima e parziale documentazione di quanto da tempo richiesto e che ora sarà valutarla attentamente».
La Cofely ha già avviato la procedura autorizzativa per il rinnovo all’esercizio inviando alla Città Metropolitana e al Comune di Rivarolo la domanda corredata da documentazione. «Dispiace non essere stati avvisati per tempo dell'avvio della procedura, ma soltanto a 12 giorni dal suo ricevimento». In consiglio ha risposto il sindaco Rostagno: «Arpa e Città metropolitana monitorano costantemente la situazione e noi ci fidiamo del lavoro che stanno facendo. Tutti gli enti confermano che la situazione è sotto controllo. Non ci sono rischi per la popolazione di Rivarolo».








