
Ufficio tecnico troppo «zelante» nell'applicazione delle norme: arriva una mezza stangata per il Comune di Rivarolo Canavese. Il Tar del Piemonte, infatti, ha condannato l'ente a un risarcimento di oltre 15 mila euro a favore dei proprietari di un immobile di via Trieste. A questi 15 mila euro (più interessi dal settembre 2011 a oggi) il Comune dovrà aggiungere 2 mila euro per le spese di lite più il costo del legale che ha tutelato la posizione dell'amministrazione rivarolese. Un mezzo salasso, insomma, tra l'altro ereditato dall'amministrazione in carica nel 2011 (la seconda targata Bertot).
I ricorrenti, Roberto Chiara e Annamaria Carbone, hanno contestato l’importo quantificato a titolo di oblazione dal Comune con riferimento alla sanatoria richiesta per la ristrutturazione di un fabbricato di via Trieste, consentita con un permesso del 2007. L’immobile era stato oggetto di una prima concessione edilizia per ristrutturazione, rilasciata negli anni ’90, con riferimento alla quale venivano regolarmente versati oneri di urbanizzazione e costo di costruzione. A causa di problemi economici dell'allora proprietario, però, l'intervento non fu realizzato.
Nel 2004 l'immobile passa alla società «Feal srl» che si adopera per rifare il tetto dell’edificio. Nel contesto di tale intervento vengono però realizzati ulteriori lavori abusivi accertati dall’amministrazione di Rivarolo, per i quali la società chiede in seguito la sanatoria. Il Comune, a quel punto, determina l’importo dell’oblazione in 15.849,79 euro. I ricorrenti, venuti in possesso dell'immobile, provvedono al versamento dell’oblazione contestandone però l’ammontare. Da qui il ricorso al Tar: secondo i ricorrenti la cifra richiesta dal Comune è esagerata perchè l’intervento autorizzato in sanatoria non ha comportato alcuna modifica di volumetria, superficie o destinazione d’uso.
Il Tar ha dato ragione ai cittadini: «L'amministrazione, nella missiva del 21.4.2011, qualifica l’intervento come ristrutturazione in assenza di carico urbanistico e mutamento di destinazione d’uso». Tuttavia il Comune ha applicato comunque gli oneri di urbanizzazione anche se, secondo i giudici del Tar, non ne aveva diritto. Da qui la decisione di condannare l'amministrazione a rifondere quanto pagato in esubero dai proprietari della casa più interessi (per un totale che supera i 16 mila euro). Risarcimento comunque «congelato»: il Comune ha dato incarico al proprio legale di ricorrere al Consiglio di Stato.








