RIVAROLO - Polemica su «Casa giro d'Italia»: è abusiva?

Da una parte dell'allea di Rivarolo Canavese si pattina. Dall'altra c'è una casetta in legno ormai abbandonata. E' "Casa Giro d'Italia" che da sette mesi, fa "bella mostra di se" all'incrocio con corso Italia. Un caso politico, segnalato da "Rivarolo Sostenibile" anche in consiglio comunale. Nei mesi scorsi la struttura è stata donata dal comitato promotore delle tappe del Giro al Comune di Rivarolo che, però non l’ha ancora acquisita al proprio patrimonio.

«Mancano delle certificazioni che l’ufficio tecnico ha richiesto ai costruttori – spiega il sindaco Alberto Rostagno – è vero che è stata donata al Comune ma prima di poterla utilizzare dobbiamo essere sicuri che risponda a tutte le normative». Apriti cielo. L’altra sera, in consiglio comunale, l’esponente di minoranza, Marina Vittone, ha attaccato il sindaco e la giunta. «La casetta in legno che ha ospitato “Casa Giro d’Italia” occupa abusivamente il suolo pubblico ed è rimasta lì con il solo scopo di fare pubblicità all’azienda costruttrice. Nei giorni scorsi è stata anche utilizzata, senza alcuna autorizzazione, per pubblicizzare altre aziende». Il consigliere d’opposizione ha poi sollevato il tema sicurezza. «Non è più del comitato organizzatore delle tappe ma, in questo momento, non è nemmeno di proprietà del Comune. Se qualcuno si fa male, visto che la struttura è aperta e abbandonata a se stessa, chi ne risponde? Vista la situazione è ipotizzabile un danno erariale».

Del resto, nonostante il Natale imminente, nessuno ha nemmeno pensato di riutilizzare quella casetta come "Casa di Babbo Natale", lasciandola al suo triste destino. Qualche mese fa l’amministrazione aveva ipotizzato per quella casetta di legno un riutilizzo come punto informativo per turisti e visitatori. I controlli dell’ufficio tecnico, però, non hanno dato esito positivo e la struttura (del valore di circa 15 mila euro) è rimasta per oltre sette mesi inutilizzata. «Il comitato promotore delle tappe ha pagato l’occupazione di suolo pubblico fino a settembre – precisa il sindaco – e la pubblicità abusiva è stata rimossa. In attesa di capire se la struttura risponde a tutti i requisiti non possiamo nemmeno rimuoverla perché potrebbe essere impossibile rimontarla».