
Franco Papotti, neo responsabile degli enti locali del partito, ha scelto proprio Rivarolo Canavese per avviare la campagna «Fratelli d'Italia non va in vacanza», una serie d'iniziative che il movimento politico ha deciso di promuovere in provincia di Torino. Una scelta, quella del Canavese, non casuale. «Su scala nazionale il partito ha raddoppiato i consensi - dice Papotti - raggiungendo l'8,5% qui a Rivarolo. Sono segnali importanti. Significa che stiamo andando nella giusta direzione. Del resto siamo l'unico partito che rappresenta il centrodestra in Italia. I dati ci invitano a lavorare sempre di più sul territorio. Per questo lanciamo questa campagna estiva».
Parole confermate da Roberto Ravello. «In poco più di un anno di esistenza abbiamo raddoppiato i voti. Cosa che nella politica nazionale non si avvera quasi mai. Siamo l'ultimo baluardo di un centrodestra che sta andando verso la dissoluzione. Per questo proponiamo due petizioni e due proposte di legge ai cittadini». Le petizioni riguardano i nostri marò ancora detenuti in India e la richiesta delle primarie del dentrodestra. «Sui marò il nostro paese ha confermato di essere criticamente debole - dice Ravello - hanno prevalso legami economici piuttosto che la difesa degli interessi di due servitori dello Stato»
Le due proposte di legge di iniziativa popolare, invece, riguardano le adozioni per le coppie omosessuali (il partito propone una modifica alla legge che vada ad autorizzare l'adozione solo con genitori di sesso diverso) e l'imposizione fiscale record dell'Italia. «Proponiamo una riforma del sistema delle detrazioni fiscali per inserire annualmente un elenco di spese che possono essere interamente deducibili - spiega Ravello - riteniamo sia un aiuto alle famiglie italiane».
Luca Fiore (del gruppo giovanile del partito) ha poi annunciato l'avvio dela campagna «Compra italiano». Nei mercati di Torino saranno distrubuiti volantini che esortano il consumatore a prediligere i prodotti Made in Italy. «Non può che far bene alla nostra economia, non è una questione nazionalistica ma una questione di buon senso». Il prossimo passo prevede l'estensione della campagna anche ai mercati della provincia e del Canavese.
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