
La serata dedicata alla variante generale del piano regolatore dura meno del previsto e il pubblico, incredulo, può uscire da palazzo Lomellini alle 22 in punto, ancora in tempo per trovare un bar aperto. E' successo l'imponderabile nel corso dell'ultimo consiglio comunale di Rivarolo Canavese. Solo tre ore di dibattito. Roba da pivelli dopo le maratone alle quali ci avevano abituato maggioranza e (soprattutto) opposizione. Se si fosse pagato il biglietto per entrare in sala consiglio, questa volta gli spettatori (più del solito, tra l'altro) avrebbero chiesto il rimborso. Nelle tre ore, tra l'altro, sono compresi i sessanta minuti di "lezione" dell'architetto Paglia che ha illustrato per filo e per segno la variante partendo dalla situazione urbanistica del 1600, quando Rivarolo era grande poco più di Ingria ed Edo Gaetano era già in amministrazione.
Lo spiegone tecnico deve aver fiaccato la resistenza dei consiglieri di minoranza, meno spumeggianti del solito, troppo presi, piano regolatore alla mano, a chiedersi che cosa intendeva l'architetto Paglia quando, nel sottolineare la partecipazione collettiva, ha detto che «le sollecitazioni dei cittadini hanno portato a 200 stimoli»... I più hanno pensato a sollecitazioni lassative. E lo stesso hanno ipotizzato i consiglieri di minoranza dal momento che i suggerimenti pervenuti, a loro dire, sono finiti nel cestino (per non dire di peggio). L'ora di lezione sulla variante, tra l'altro, è avvenuta a luci spente per permettere la proiezione delle slide. Metà della sala si è addormentata, complice l'oscurità. Qualcuno è stato assalito dagli incubi politico-amministrativi e ha sognato il ritorno di Bertot e delle sue infinite varianti al piano regolatore. Al momento del voto, la «strana coppia» Navone-Vittone ha abbandonato l'aula. Che si prospetti davvero, come qualche assessore ha ipotizzato in aula, una lista unica delle minoranze?
Bene Diemoz che, con l'avvicinarsi della fine del mandato, ha fatto il primo passo verso la santità, citando l'enciclica sull'ambiente di Papa Francesco per giustificare la variante al piano regolatore. «Qualcuno mi ha anche preso in giro», ha poi puntualizzato l'assessore. Era inevitabile: per molti colleghi di giunta è già diventato Papa Francesco Diemoz o, per non tirarsela troppo, Don Diemoz. Viste le temperature non più estive sono sparite dalla sala consiglio le infradito. L'assessore Conta Canova, però, ha deliziato i curiosi con un altro modello di scarpe (con zeppa) ispirate alle Bratz. Attendiamo con ansia la camicia a fiori del presidente del consiglio comunale Rosboch. Raimondo ha chiesto di poter andare a fare pipì (a proposito di stimoli) insieme al capogruppo di maggioranza... Ma la menzione speciale va al consigliere Zucco Chinà che ha esordito negli interventi con una perla destinata a rimanere negli annali... (Mdc)
Le «PERLE» della serata
In che senso?
«le sollecitazioni pervenute hanno portato a 200 stimoli...» (Paglia)
Capolavoro
«Concedetemi di stare seduto così magari il sangue mi arriva al cervello e dico delle cose sensate» (Zucco)
Prole-tari
«Io e il presidente Nastro abbiamo dato sui figli» (Raimondo)
Freddura...
«Avete toppato. Questa variante è stata un fuoco di Paglia» (Navone)
Campagna elettorale
«Farete la lista unica» (Diemoz ai consiglieri di minoranza)
Beato lui
«Abbiamo fatto gli incontri con i professionisti. Lei non è stato invitato. Lei è un professionista?» (Diemoz)
«No, sono pensionato...» (Navone)
Incontri pericolosi in bagno...
«Posso chiedere di andare a fare pipì per parlare col capogruppo Ricciardi?» (Raimondo)








