RIVAROLO - La centrale a biomassa non scalderà le scuole
Il teleriscaldamento di Rivarolo Canavese si sta trasformando in una farsa. La centrale a biomassa della Cofely-Gdf Suez non riscalderà gli edifici pubblici della città. E questo non per un'imposizione dell'azienda privata. Ci ha pensato l'amministrazione pubblica a complicare le cose (in questo caso, va detto, la commissione straordinaria).
 
Tra una centrale a cippato che non riscalda, tubature di proprietà del Comune solo a metà, centraline costruite (con soldi pubblici) e mai entrate in funzione, l’anno scorso anche la commissione straordinaria ha deciso di intricare ulteriormente la matassa. Ad oggi, i gestori della centrale a cippato (i francesi della Cofely-Gdf Suez) stanno cercando un accordo per la fornitura del calore con un’altra azienda privata, subentrata all’Asa nel controllo della rete. 
 
L’anno scorso, però, la commissione straordinaria, in autonomia, ha appaltato per sette anni il riscaldamento degli edifici comunali ad un’altra azienda, che non avrà l’obbligo di utilizzare il calore fornito dalla Gdf Suez (che, a quanto pare, risulterebbe ben più caro). 
 
Dal 15 ottobre, insomma, la città si dividerà in tre, con municipio e scuole che, seppur allacciati da tempo alla rete del teleriscaldamento, si godranno i termosifoni scaldati alla vecchia maniera, con le caldaie a metano, a gasolio o a pellet. In questo modo, però, come durante la commissione ambiente ha fatto notare il consigliere di minoranza, Marina Vittone, «viene meno l’interesse pubblico che ha giustificato la realizzazione della centrale a biomassa».