Il comunicato del Museo della Locomozione storica di Rivarolo è sintetico ma eloquente: «Per la prima volta dal 2007, siamo costretti a chiudere ai visitatori il museo, causa problemi di mancanza di elettricità creatisi a seguito della chiusura e dismissione di Asa dei contratti di fornitura elettrica». Un museo che chiude perchè senza corrente. Certe cose succedono solo a Rivarolo.
Merito (o colpa) dei disastri dell'Asa, del Comune e dell'allora società «Rivarolo Futura», fondata proprio da Comune e Asa per gestire l'ex cotonificio Vallesusa. In particolare teatro ed area espositiva. In realtà, la società (attualmente in liquidazione) non ha gestito proprio un bel niente ma ha lasciato in eredità un leasing di 5 milioni di euro e tutta una serie di ingorghi burocratici. A farne le spese, da oggi, il museo delle auto di Rivarolo.
«Il museo nacque da una convenzione stipulata nel 2007 tra la società Rivarolo Futura e l'associazione AGLS (Associazione Galleria della Locomozione Storica) - spiegano i promotori del museo - AGLS si impegnò a strutturare il museo con le automobili e tutto quanto necessario alla fruibilità gratuita dei visitatori. Rivarolo Futura si impegnò a concedere gli idonei locali e le utenze: riscaldamento e fornitura elettrica per l'illuminazione dello spazio museale». Con una sostanziale differenza: l'associazione ha mantenuto le promesse. Rivarolo Futura, ovviamente, no.








