RIVAROLO - I 1600 soci decidono il futuro di RivaBanca: sul piatto la fusione con Banca d'Alba e del Canavese
Domenica 7 maggio alle 10 in via Montenero a Rivarolo Canavese è stata convocata l'assemblea di RivaBanca: l'assemblea è il momento più importante della gestione democratica della banca cooperativa e, in questa occasione, assume una rilevanza storica perchè i soci dovranno decidere sulla proposta di fusione con Banca d'Alba e del Canavese. Fusione che si inserisce nel solco di una rimodulazione del mercato bancario delle Bcc: a livello nazionale, infatti, resteranno meno di 100 banche di credito cooperativo contro le 370 attuali. 
 
La scelta di Banca d’Alba, dal punto di vista economico, potrebbe rappresentare un’opportunità per tutto il territorio. Esportare il «modello Langhe» anche in Canavese potrebbe concretizzare in fretta quello che RivaBanca, in questi due anni di esercizio, non ha fatto nonostante gli auspici iniziali: diventare un traino per il territorio in grado supportarne la crescita a suon di investimenti. Almeno questo è l'auspicio dei sostenitori del «Si», a partire dal presidente Giovanni Desiderio, che hanno ribadito la necessità di allargare i propri orizzonti per tutelare i 1600 soci della banca.
 
Senza una partnership forte, c'è il rischio di perdere i soldi investiti. Tesi opposta da parte del comitato per il «No», nato nelle ultime settimane, che vorrebbe continuare in autonomia, rinunciando anche ai benefici (per i soci) che l'avvento di Banca d'Alba porterà in dote (come, ad esempio l'assistenza sanitaria) ma chiedendo di aprire subito il portafoglio per procedere con un aumento di capitale...
 
Il voto è previsto dopo l'assemblea. Domenica a mezzogiorno, come previsto dallo statuto delle banche di credito cooperativo, i soci saranno sovrani.