
Nuovo incontro con i soci di Rivabanca, mercoledì sera in sala Lux a Rivarolo Canavese, per il presidente Gianni Desiderio e il direttore Franco Biglino, i vertici dell'istituto di credito cooperativo. Analoghi incontri sono già andati in scena nei giorni scorsi a Bosconero e Castellamonte. Desiderio ha nuovamente illustrato le opportunità della prevista fusione di Rivabanca con Banca d'Alba, sulla quale l'assemblea dei soci sarà chiamata ad esprimere un parere definitivo a maggio. «Io non racconto fesserie - ha detto Desiderio - le regole sono cambiate e, purtroppo, non sono regole che decidiamo noi. Io non rischio con i soldi degli altri: con lungimiranza credo sia opportuno un matrimonio tra Bcc».
Desiderio, grazie alle domande dei soci in sala, si è soffermato sull'addio dell'ex direttore Naretto («Ha dato le dimissioni lui: gli abbiamo chiesto di restare fino alla fusione ma ha preferito diversamente. Non posso che ringraziarlo per il grande lavoro che ha svolto in Rivabanca») e sulla nascita del comitato del No (link sotto) che si batterà, fino a maggio, contro la fusione. «Ho letto di questo comitato - ha detto Desiderio - il presidente non è neanche un nostro socio. Non ne comprendo nemmeno le motivazioni ma io parlo con tutti. Gli ho chiesto la disponibilità a un confronto pubblico. E' ovvio che dietro c'è qualcuno che si nasconde. Io, invece, la faccia ce la metto da sei anni per Rivabanca. Nel bene o nel male. Per questo stiamo incontrando i soci un po' ovunque».
Quella della fusione, per Desiderio, non sarà un'operazione a carattere personale: «Non rivestirò mai alcun ruolo nel consiglio di Banca d'Alba. Propongo la fusione perché nessuno perda nulla e ci sia una banca che investa sul territorio». E se dovesse prevalere il "no" tra i soci? «Non so cosa potrà capitare. C'è una riforma del credito cooperativo in atto che non dipende da noi e da nessun comitato canavesano. C'è il rischio che Banca d'Italia chiuda gli istituti con un capitale come il nostro. A quel punto Banca d'Alba si prenderebbe Rivabanca a costo zero, col rischio che i soci perdano i soldi. Il rischio c'è. Non ho la sfera di cristallo ma ho l'obbligo di avvertire tutti dei rischi che potrebbero verificarsi. E' dura da dire ai soci ma io non posso non dire le cose come stanno».








