RIVAROLO - Contro la fusione di Rivabanca nasce il comitato del No
A Rivarolo nasce il «Comitato per la Continuità di RivaBanca». Qualcuno che dice "no" alla fusione con Banca d'Alba. Un nutrito gruppo del comitato costituente ed altri soci oltre che normali cittadini, anche non soci della Banca, che vogliono assolutamente difenderne l’autonomia, la continuità e la crescita. «Anche il vescovo Arrigo Miglio, aveva «benedetto» il progetto della banca con l’acquisto delle quote - dicono dal comitato - verificando la bontà della strategia lungimirante e radicata nei valori, supportando una forma di auto-aiuto inedita per il territorio: la solidarietà reciproca. L'istituto valorizza lo strumento principe ed elemento di forza: la prossimità geografica, stabilendo un legame immediato tra i bisogni espressi e le strategie effettuate dalla banca per soddisfarli».    
 
Secondo il No alla fusione la crisi economica Rivabanca l'ha superata alla grande, «diventando un fenomeno di  massa: 1640 i soci che hanno sottoscritto le quote come soci fondatori, ben il 4% dell'intera popolazione  della zona di riferimento. Tanto che, con largo anticipo, il comitato promotore ha raccolto i 5 milioni di  euro necessari al capitale sociale. Il Comitato diffonderà quindi le ragioni del No, spiegherà ai soci e ai non soci il progetto di continuità e sviluppo per il territorio, spiegherà la riforma del Credito Cooperativo che consente di ottenere tutti i benefici di buon governo nel rispetto dell’autonomia, il decreto salva risparmio di febbraio 2017 oltre ai contenuti organizzativi e le potenzialità della nostra BCC».
 
Per informazioni o per aderire al comitato il riferimento è lo Studio Legale Francia di via Peyron a Torino. Tel. 377.5432760.