RIVAROLO - Città del Sole: «Nessun accordo con Parisi»
Si torna a parlare dell'accordo in dirittura d'arrivo tra l'amministrazione comunale di Rivarolo Canavese e la Parisi Costruzioni, in merito ai lavori per la "Città del Sole". Il sindaco Alberto Rostagno e l'assessore Francesco Diemoz, con un comunicato, provano a fare chiarezza sulla vicenda. Contrariamente a quanto affermato dal legale della Parisi Costruzioni, ancora non c'è nessun accordo. «Ci preme precisare che, a tutt'oggi, non sono stati ancora stipulati accordi definitivi con la proprietà - scrivono Rostagno e Diemoz - sono state fatte alcune valutazioni per evitare che lo scheletro di cemento dell'immobile possa diventare una cattedrale nel deserto a perenne ricordo di un passato da dimenticare».
 
Insomma, una mezza frenata da parte dell'amministrazione comunale dopo le polemiche dei giorni scorsi, sollecitate dai gruppi di minoranza di Rivarolo Sostenibile e del Movimento 5 Stelle. «Oggi il problema è evidente - scrivono Rostagno e Diemoz - dobbiamo cercare di risolverlo nel modo migliore. Il quartiere Bicocca merita attenzione e impegno per le dinamiche sociali e urbanistiche della città. L'autorizzazione a cubature eccessive e sovradimensionate (33mila metri cubi) sono state scelte prive di senso logico».
 
Poi il sindaco conferma che l'unica soluzione plausibile, per evitare il ricorso al Tar, sarà un accordo con la Parisi Costruzioni. «Il prezzo di prima cessione valutato otto anni fa in euro 1550 al metro quadro è insufficiente a sostenere oggi economicamente l'operazione. Se l'impresa decidesse di completare tutti gli alloggi (circa 160) immettendoli sul mercato a quel prezzo genererebbe un grave danno al fragile mercato immobiliare cittadino e al patrimonio immobiliare di tutti i rivarolesi».
 
Via libera quindi all'aumento del prezzo di vendita fino a 1900 euro al metro quatro. In cambio il costruttore urbanizzerà 7500 metri cubi in meno (circa 25 alloggi) e andrà a rinunciare al ricorso al Tar già presentato l'anno scorso. «Un'amministrazione attenta ai bisogni dei suoi cittadini non può demandare la pratica alla magistratura» dice il sindaco. Che precisa: «La decisione verrà presa nel rispetto delle normative e con la massima attenzione alla legalità». E la cubatura rimasta? Quei 7500 metri cubi potranno essere riutilizzati per un vero e proprio progetto di social housing. Insomma, altre case. Questa volta popolari per davvero.