
RIVAROLO CANAVESE - Il nuovo parco fotovoltaico alle porte di Rivarolo, in frazione Argentera quasi al confine con Oglianico, alla fine si farà. Almeno questo è quanto emerso mercoledi sera dal dibattito in Consiglio comunale. Alla fine maggioranza e opposizione hanno trovato una convergenza su una mozione che impegna l'ente a fare «tutto il possibile» contro il progetto. Anche ad affidarsi ad un ricorso al Tar, se ce ne fossero gli estremi. E proprio su questo si è consumato lo scontro tra il sindaco Alberto Rostagno e i consiglieri di minoranza.
Perchè l'iter autorizzativo è in mano alla Città metropolitana e, tecnicamente, il progetto del maxi parco fotovoltaico (grande come tredici campi di calcio) ha superato anche lo scoglio della conferenza dei servizi. Il Comune, dal punto di vista politico, è contrario. Ma, a livello tecnico, ha dato il suo parere positivo. E si tratta poi di un accordo tra privati: i proprietari del terreno (nella foto di fronte alla cascina Marescialla) cedono in affitto 120mila metri quadrati di suolo (che oggi ospitano coltivazioni non di pregio) ad una società che fa riferimento ad un fondo anglo-israeliano. La convenienza è evidente perchè i proprietari dei terreni, oggi, incassano molto meno.
Rostagno ha spiegato in Consiglio che un eventuale ricorso al Tar sarebbe tempo perso. Ma, non essendoci ancora il decreto della Città metropolitana (che dovrebbe arrivare nel corso di questo mese) è difficile fare previsioni. «Il primo progetto di questo parco fotovoltaico era grande il doppio. Secondo noi ci sono altri posti dove poter mettere i pannelli solari. Facciamo sentire la nostra voce. Abbiamo bloccato il progetto undici anni fa, possiamo farlo ancora», ha detto il consigliere di Riparolium, Aldo Raimondo. Dello stesso avviso Marina Vittone di Rivarolo Sostenibile: «Quella è un'area agricola importante. Il progetto è stato presentato a febbraio. Come mai nessuno sapeva niente? Al momento non c'è ancora l'atto notarile di cessione dei terreni quindi possiamo lottare. Gli agricoltori e i residenti di Argentera sanno che ci sarà un impatto enorme sulla frazione anche solo per la manutenzione dei cavidotti e delle cabine. E non c'è garanzia tra trent'anni sulla dismissione degli impianti». Dalla Lega, il consigliere Roberto Bonome ha invitato il sindaco a rivolgersi ai legali: «Troviamo il modo di mettere i bastoni tra le ruote a questo progetto».
«Siamo contrari - ha riassunto il vicesindaco Francesco Diemoz - però dal punto di vista tecnico la Città metropolitana darà il via libera. Ed è quello che conta. C'è un vuoto legislativo su queste procedure. I Comuni andrebbero presi in considerazione quando si presentano determinati progetti. Non dopo. Non è una questione di essere favorevoli o meno al fotovoltaico». E sul ricorso al Tar, «ci sono aspetti giuridici che vanno valutati prima di presentare ricorso. I nostri legali valuteranno una volta che ci sarà il provvedimento della Città metropolitana. In conferenza dei servizi abbiamo già procrastinato tutti i tempi possibili chiedendo integrazioni e cercando di sospendere i termini. Di più non potevamo fare».








