
RIVAROLO CANAVESE - Sempre più delicata la situazione della scuola Santissima Annunziata di Rivarolo Canavese a pochi giorni dall'inizio delle lezioni per il nuovo anno scolastico. La cooperativa «La risposta», che gestisce la scuola, ha presentato ricorso al Tar Piemonte contro la decisione dell'ufficio scolastico regionale di sospendere il titolo di scuola paritaria. Il Tar Piemonte non ha concesso la sospensiva e ha rimandato tutto all’udienza del prossimo 9 settembre, il giorno prima dell’inizio delle lezioni. In un clima di totale incertezza, diverse famiglie hanno iscritto i figli in altre scuole.
Ai giudici del Tar è stato presentato ricorso contro la decisione dell'Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte che ha notificato in data 15.7.2025 la revoca del riconoscimento della parità scolastica alla scuola a decorrere dal 01/09/2025, «per gravi irregolarità di funzionamento accertate ai sensi dell'articolo 5 del D.M. 83/2008, violazione dei dettami della Legge 62/2000, della Legge 107/2015 e violazione del D.M. 267/2007». Per i giudici, «visto che il provvedimento impugnato ha vigenza solamente a decorrere dal 1° settembre prossimo e che la questione può essere affrontata collegialmente in un termine brevissimo, non si ravvisano nella fattispecie i danni gravi ed irreparabili per l’accoglimento della domanda di decreto cautelare monocratico». Quindi «l'annullamento previa sospensione dell'efficacia» del provvedimento è stato negato e tutto sarà deciso nella prossima udienza del 9 settembre.
Nel frattempo si è palesata l'opportunità di un ingresso di privati nella scuola. Di questo ha scritto l'ex sindaco di Rivarolo, Edo Gaetano: «Sconcerta il silenzio del sindaco e la totale assenza dell'assessore all'istruzione, un tempo fautrice accanita della scuola pubblica: i genitori non sanno ancora dove potranno mandare a scuola i loro figli, non hanno ancora avuto rassicurazioni circa l'acquisto dei libri di testo, non sanno ancora se uno dei due coniugi dovrà rinunciare al proprio lavoro per accudire i figli, non hanno alcuna rassicurazione in merito ai voucher. Come parrebbe dai fatti e soprattutto dalle modalità di azione, le esigenze dei rivarolesi passano in secondo piano di fronte alle prospettive di business. E' chiaro che si debbano attendere dati certi su chi siano i componenti del team che potrebbe subentrare nella gestione dell'istituto. Quello che trovo scorretto e scandaloso, non è tanto il fatto che soggetti privati perseguano leciti obiettivi di profitto (a prescindere da ipotetici conflitti di interesse, se dovessero verificarsi), quanto il fatto che chi dovrebbe tutelare i cittadini utenti non sia in grado di dire, scrivere, pubblicare una parola in merito o, peggio, non si degni di farlo o non voglia».








