
RIVAROLO CANAVESE - Il teleriscaldamento di Rivarolo, almeno in parte, resti pubblico: è la richiesta dell'associazione «Non bruciamoci il futuro», a distanza di un mese dall'annuncio di Engie Italia in merito all'acquisto del lotto di proprietà privata della rete.
«Doveroso è porre alcune considerazioni circa la recente notizia che Engie ha acquisito parte della rete di teleriscaldamento (TLR lotto A), rete che tramite una convenzione tra ASA e Comune di Rivarolo, venne definita e poi realizzata grazie ad un finanziamento pubblico - spiegano dall'associazione rivarolese - ovviamente ora si tratta di una normale compravendita tra privati, ma com'è che a suo tempo Asa (Consorzio Pubblico) poté vendere ad Eurotec srl (Società privata) parte della rete di Rivarolo e pure la centrale e la rete di Castellamonte? La stessa Eurotec inoltre produce e fornisce anche il cippato per le centrali a biomassa e pare pure non corrispondesse il canone relativo all'utilizzo della rete di proprietà del Comune di Rivarolo. Di certo ora il percorso viene semplificato con il produttore del calore (Engie) che diventa anche distributore alle utenze. A nostro parere ciò che andrebbe comunque mantenuto è la proprietà pubblica (lotto B del Comune), per poter esercitare un controllo su un servizio pubblico che non sia totalmente nelle mani di un monopolio privato».
Dopo aver assorbito Sipea srl, Engie dal 2019 è diventata proprietaria della centrale a biomassa dell'ex Vallesusa di Rivarolo. Ad inizio anno, l'amministrazione comunale di Rivarolo ha promosso un confronto con la nuova proprietà, «confronto a cui abbiamo partecipato ponendo alcune prioritarie questioni ambientali e delle quali a suo tempo abbiamo riferito - aggiungono dall'associazione - nel merito poi, non è stato possibile proseguire il confronto a causa della pandemia ancora in corso, salvo la ribadita disponibilità di Engie ad affrontare le problematiche da noi poste».








