RIVAROLO CANAVESE - Il Politecnico controllerà la centrale
Sarà probabilmente il Politecnico di Torino ad occuparsi di leggere e valutare i dati sulle emissioni inquinanti della centrale a biomassa di Rivarolo Canavese. Lo ha annunciato ieri a palazzo Lomellini, durante la commissione ambiente, il sindaco Alberto Rostagno. «Come ci è stato chiesto dal comitato Non bruciamoci il futuro – spiega il primo cittadino – nomineremo un esperto super partes per leggere i dati delle emissioni inquinanti. Vogliamo essere certi che la centrale non sia dannosa per la salute». 
 
La scelta, come detto, dovrebbe cadere (salvo diverse esigenze di bilancio) sullo staff del politecnico di Torino guidato dal professor Giuseppe Genon. «Piena fiducia nell’Arpa – ha ribadito il sindaco – ma, in questa fase, abbiamo il dovere di fare qualcosa in più». Il Comune richiederà un preventivo poi valuterà il da farsi. Ovvio che, visti i chiari di luna, la disponibilità del Comune non è infinita. La giunta valuterà costi e benefici del controllo.
 
Intanto l’Arpa ha «bacchettato» la Cofely-Gdf Suez a causa del rumore notturno provocato dall’impianto a biomassa. Sono stati rilevati decibel di troppo che andranno a breve ridotti per consentire un sonno tranquillo ai rivarolesi che abitano vicino alla centrale.
 
La commissione ambiente, richiesta dal gruppo d’opposizione di Rivarolo Sostenibile, ha visto l’audizione di Gianni Fragale, presidente del comitato Non bruciamoci il futuro, che ha riassunto l’attività del comitato ponendo l’accento sui numerosi punti oscuri dell’intera vicenda. Dalla gara d’appalto (i cui documenti sembrano essere spariti anche dal municipio) alla provenienza del cippato; dal teleriscaldamento che ovviamente non funziona, alle modifiche effettuate in corso d’opera al progetto originale che, di fatto, hanno aumentato considerevolmente la potenza dell’impianto.