RIVAROLO CANAVESE - Non si gioca a pallone allo spazio elementare: il divieto fa discutere - FOTO
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RIVAROLO CANAVESE - Vietato giocare a pallone. E’ quanto scritto su un cartello bianco-rosso comparso da poco sulle gradinate dello spazio elementare di Rivarolo Canavese, in via San Francesco d'Assisi. Chissà cosa avrebbe detto leggendolo lo scrittore Jorge Luis Borges, autore della celebre frase «ogni qual volta un bambino prende a calci qualcosa per la strada lì ricomincia la storia del calcio». Probabilmente il divieto non sarebbe piaciuto nemmeno a grandi campioni come Maradona, Pelè e Messi, che hanno avuto la strada come primo campo dal calcio. Di sicuro, ha fatto storcere il naso ad un nostro lettore e giovane papà che ha messo mano alla tastiera del pc per scrivere alla nostra redazione una riflessione sull’argomento. Riceviamo e volentieri pubblichiamo la sua lettera.

«Quand'ero piccolo si giocava tranquillamente in mezzo alla strada e nessuno diceva nulla. Adesso non è più possibile farlo. Fioccano i divieti, non solo nelle caotiche grandi città. Anche in provincia. Poi, però, ci lamentiamo se i bambini stanno per ore, come automi, con lo sguardo catatonico davanti ad uno schermo: smartphone, tablet o tv, scegliete voi quale. Magari, facciamo pure grandi discorsi su come la tecnologia e i social rovinano le nuove generazioni. Però non permettiamo loro di giocare al pallone, all'aperto con gli amici e i compagni di scuola. Qualcuno obietterà che ci sono i campi da calcio delle società sportive o dal calcetto. Vero. E’ altrettanto vero che non tutte le famiglie possono permettersi di coprire i costi per l’iscrizione dei figli ad una scuola calcio o in un settore giovanile di qualche club locale. Perché negare a quei ragazzi uno spazio gratuito dove divertirsi facendo sport en-plein air?».

«Posso capire le motivazioni, anche di sicurezza, che hanno portato a vietare di giocare a calcio o andare sui pattini a rotelle o gli skate in piazza Garibaldi… c’è l’ingresso della chiesa e ci sono i dehors delle attività commerciali… ok. Tuttavia, dispiace il “cartellino rosso” ai giovani “temerari” che invece di barricarsi nella loro cameretta preferiscono dare due calci ad un pallone con gli amici in uno spazio, peraltro, ideato e pensato proprio come punto di aggregazione giovanile e non solo. Magari faranno un po’ più di rumore, ma non fanno male a nessuno. Al massimo potrà scappare una pallonata. Comunque, se mai dovessero fare dei danni, noi siamo i primi a risponderne, a sgridarli e a richiamarli. Evidentemente, anche a Rivarolo qualcuno non ricorda più di essere stato bambino». Lettera firmata