
RIVAROLO CANAVESE - «Nel cielo ci sono stelle splendenti, sul fondo dei mari perle meravigliose, ma la bellezza del mondo è nel sorriso dei bambini: grazie angeli di Kharkiv!». Non possiamo non citare le parole scritte sui social dall’associazione La Memoria Viva, che ha accompagnato in Italia una delegazione di bimbi dell’orfanotrofio della città Ucraina precipitata in guerra dopo l’invasione russa.
Dopo aver visitato Castellamonte, l’alto Canavese e aver partecipato allo Storico Carnevale di Ivrea, i bambini ucraini sabato 17 febbraio 2024 hanno fatto tappa a Rivarolo Canavese, dove hanno vissuto una piacevole giornata di sport, allegria e spensieratezza. Alla mattinata hanno partecipato l’assessore alle politiche di integrazione, sport e attività produttive, Helen Ghirmu, il capogruppo di maggioranza, Lorenzo Vacca, il vicesindaco, Francesco Diemoz, l’assessore alle politiche sociali Michele Nastro e la consigliera Sarà Servalli.
«Abbiamo avuto il grandissimo piacere di ospitare i ragazzi e le ragazze di Kharkiv, in Ucraina, protagonisti dell’ultima missione dell’associazione La Memoria Viva di Castellamonte – ha spiegato l’assessore Helen Ghirmu, che aveva già incontrato la delegazione ucraina in Sala Dorata a Ivrea - uno dei sogni dei ragazzi era quello di poter nuotare in piscina. Grazie alla grandissima disponibilità dei gestori del centro Polisportivo, è stato possibile inserirli nelle lezioni di nuoto del sabato mattina. La volontà dell’Amministrazione e della gestione del Polisportivo è stata, fin da subito, quella di lavorare su una vera inclusione, inserendo i giovani in corsi esistenti. Questo per metterli in relazione con i bimbi che abitualmente frequentano la nostra piscina».
Nel frattempo, all’aperto, gli altri ragazzi hanno sperimentato alcuni dei giochi ed esercizi che Csen Piemonte ha elaborato proprio attraverso le attività svolte al polisportivo. «Si tratta di iniziative che fanno parte del Manuale Integrato per lo Sport, di recente pubblicazione, che il presidente Gianluca Carcangiu ha donato alla nostra città in occasione della festa dello Sport. Il manuale e le attività ci dimostrano quanto inclusione e integrazione attraverso lo sport siano davvero possibili. Non ci sono barriere linguistiche, culturali, disabilità, che non ci permettano di fare sport e giocare davvero insieme. Un plauso e un ringraziamento lo rivolgo poi all’Usac Basket che ha condiviso con i bimbi ucraini due tiri a canestro alla fine della partita dell’under 14».












