
RIVAROLO CANAVESE - Rabbia e indignazione. Sono i sentimenti scaturiti nei rivarolesi e canavesani, insieme ad un coro unanime di ferma condanna, dopo l'inqualificabile episodio di vandalismo e maleducazione avvenuto nei giorni scorsi in viale Meaglia. Proprio qui, a due passi dal centro di Rivarolo Canavese, qualcuno non ha trovato niente altro di meglio da fare che scrivere una frase volgare, un insulto, sul manifestino che dava notizia della morte dell'ex segretario comunale della città, ed ex sindaco di Bairo, Vincenzo Maggio.
Anche il mondo della politica locale ha duramente stigmatizzato quanto successo. «Quello che è accaduto a Rivarolo Canavese, in viale Meaglia, è un gesto che non posso che condannare con fermezza - spiega l'assessore, Alessia Cuffia - Su un manifesto funebre dedicato a Vincenzo Maggio, Cavaliere della Repubblica, ex segretario comunale della nostra città nonché ex sindaco di Bairo, è comparsa una frase volgare ed offensiva. Trovo questo episodio non solo inaccettabile, ma profondamente irrispettoso verso la memoria di un uomo che ha servito le Istituzioni e verso il dolore della sua famiglia. L’ennesimo atto di maleducazione che ferisce la dignità della nostra comunità e che non possiamo permettere passi sotto silenzio. Come Amministratore e come cittadina, sento il dovere di esprimere tutta la mia condanna morale per questo vile gesto, richiamando tutti noi ad un maggiore senso di responsabilità e ribadendo che la convivenza civile si fonda anche su piccoli gesti quotidiani di decoro, umanità e rispetto reciproco».
«Chi compie simili azioni non solo offende una famiglia in un momento di dolore, ma insulta l’intera comunità - conclude Alessia Cuffia - Il rispetto dei defunti e della memoria collettiva è un valore che dobbiamo difendere insieme, senza tentennamenti e senza indifferenza. Mi auguro che episodi di questo genere non si ripetano e che la nostra comunità sappia dimostrare, ancora una volta, di essere più forte dell’inciviltà di pochi».








